Pietro Ambrosi: ecco i miei impegni nel nuovo consiglio regionale

56 anni, nato a Tivoli, è candidato alle regionali per il PD
Enzo Luciani - 10 Febbraio 2013

Piero Ambrosi, 56 anni, nato a Tivoli, cattolico e padre di 4 figli, è candidato alle regionali nelle liste del Partito Democratico. Assessore Provinciale di Roma nella Giunta Fregosi tra il 1996 ed il 1998, con deleghe alla Protezione Civile, agli Enti Locali ed ai Lavori Pubblici, e nella Giunta Gasbarra tra il 2003 ed il 2008, con delega alle Politiche della Viabilità, è stato il primo Segretario regionale della Margherita del Lazio tra il 2001 ed il 2004, dal 3 luglio 2009 è diventato presidente di Cotral Patrimonio, carica dalla quale si è dimesso una volta accettata la candidatura per il Consiglio regionale. E’ stato poi nominato consigliere regionale, ha aderito al gruppo del Partito Democratico ed è subentrato a Tonino D’Annibale, dimissionario. Nelle elezioni del 2010, Ambrosi aveva totalizzato, con il Pd, 9.170 preferenze nella circoscrizione di Roma.

Perché ha deciso di ricandidarsi?

Non è stata una decisione solo mia ma della comunità di uomini e donne che insieme a me, quotidianamente, fa politica per cercare di migliorare il territorio di Roma e provincia. Crediamo nella politica intesa come servizio al cittadino, cura del territorio e impegno costante per avvicinare i cittadini alle istituzioni.

Quali sono i tre punti principali del programma?

Al primo posto una questione di “metodo”: bisogna cambiare registro per dar vita ad una Regione più aperta, trasparente e innovativa. Un ente capace di aggiornare le leggi più vecchie e farne di nuove, che pubblica on line tutte le attività, i compensi ed i curricula del personale e degli amministratori pubblici.
Tra le prime cose da fare c’è poi il taglio dei costi della politica, cresciuti a dismisura, che devono procedere simultaneamente ad una lotta agli sprechi in tutti i settori amministrativi. Altra questione centrale è quella dello sviluppo, unico canale capace di creare lavoro ed opportunità alle imprese. Bisogna rivedere la legge sui distretti e creare un canale diretto con l’Europa per attirare maggiori fondi per il Lazio.

Su quali obiettivi pensa di concentrare la sua attività?

Ci sono tante opere importanti da progettare e tante altre da completare. Siamo alle prese oggi con una profonda riconversione produttiva orientata verso il turismo ed il terzo settore. Con la Regione Lazio sarà possibile sostenere questo percorso e promuovere quello sviluppo che fino ad oggi ha faticato ad attuarsi.

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