Pigneto e dintorni assediati dalla microcriminalità

“Ora basta con furti e scippi” affermano gli abitanti di questi quartieri, e lanciano una petizione online
Daniela Molina - 2 Febbraio 2021

Tutto è cominciato dopo il lockdown, dapprima qualche tentativo di furto nelle abitazioni, poi furti con scassi nei negozi, quindi scippi “con bicicletta”. Da qualche settimana, approfittando delle chiusure anticipate dei locali, della semioscurità e del numero ridotto di persone in strada, al Pigneto, quartiere noto per la movida all’interno del V Municipio di Roma, è iniziata una serie di furti e rapine senza soluzione di continuità. Ogni giorno i cittadini locali subiscono un danno o un’aggressione. Gli scippi con strappo – per i quali sono stati individuati dai testimoni uomini in bicicletta che agiscono indisturbati, quasi fosse uno sport – sono diventati quasi la norma, dal momento che la mascherina viene usata per coprire il volto e non essere riconosciuti e che queste strade non vengono presidiate e controllate a sufficienza dalle forze dell’ordine. Si tratta di furti a volte violenti: se alla vittima non riescono a sfilare con facilità la borsa, la prendono a calci.

Le zone più bersagliate

Le zone più colpite sono quelle di Piazza dei Condottieri, dei Villini, l’area pedonale del Pigneto, la Marranella, Torpignattara. Ma non solo di scippi di borse ai danni delle donne e di furti di biciclette parliamo. Ormai questi criminali, vedendo che nessuno li ferma, si sono fatti più audaci e verso l’una di notte (che ormai equivalgono alle 3/le 4 di mattina, quando in tempi pre-Covid avvenivano i furti di auto e nelle attività commerciali) arrivano a scassinare le serrande delle attività commerciali, a entrare nei bar per rubare anche solo qualche bottiglia di liquore non trovando denaro in cassa. Persino le giostre di Piazza dei Condottieri hanno subito dei tentativi di rapina, con scavalco del cancello e della recinzione. Contemporaneamente, anche i furti in casa sono aumentati e gli abitanti hanno sempre più paura.

Una cittadina del Pigneto ha dunque deciso di reagire e ha lanciato la petizione “Pigneto in sicurezza”, cui hanno aderito quasi 500 persone (https://www.change.org/p/minicipio-pigneto-in-sicurezza) e nella quale si legge: “chiediamo alle istituzioni e nella totale legalità di tutelarci con un potenziamento della vigilanza per la messa in sicurezza del quartiere; siamo pronti a collaborare nei limiti del possibile ognuno con le sue potenzialità: insieme possiamo fare la differenza. Non lasciateci soli”.

Una piccola criminalità sempre più avida

A sostenere gli abitanti del Pigneto e dintorni, anche l’associazione Impegno CiVico, il cui presidente, Mauro Caliste, dichiara: “Le istituzioni dovrebbero stare al fianco dei cittadini e dei commercianti, occorre un maggior presidio da parte delle forze dell’ordine. La gente ha paura di uscire di casa non solo per via del Covid-19 ma anche per via delle aggressioni. I negozi aperti fungevano da deterrente, perché la gente circolava per le strade, illuminate dai locali e dalle vetrine, ma con la chiusura anticipata di diverse attività economiche per via delle misure anti-Covid, le strade sembra siano diventate dominio della piccola criminalità che si fa sempre più avida. Quando non ci sarà più bisogno di attuare tali politiche e le attività potranno riaprire a tempo pieno, c’è il rischio che sia troppo tardi perché questi quartieri corrono il rischio di essere considerati ‘zone malfamate’ e di non essere più frequentati come prima. E così il danno si sommerebbe al danno per chi ci lavora”.

Speriamo dunque che chi ha il potere di intervenire ascolti questo grido d’allarme della cittadinanza e agisca al più presto. Che dopo un anno in cui chi esercita un’attività economica è stato costretto a chiudere completamente o a limitare l’accesso alla propria clientela, con nefaste conseguenze per il proprio lavoro, ora si debba anche vedere minacciato dai furti e dalle rapine non è giusto. E temere che anche dopo il rientro nella normalità, con il raggiungimento dell’immunità di gregge prevista in autunno, la clientela non ritorni, lo è ancor meno.

Serenella

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  Commenti: 3


  1. E da molto tempo che avvengono rapine furti, ma chi ci deve pensare? Le leggi e uomini preposti, ma sopratutto, i politici, che sono indifferenti a tutto questo.
    Solo quando loro, i politici, si metteranno delle regole tutto funzionerà.


  2. Nel quartiere non si parla d altro che di questa micro criminalità.. La gente ha paura.. Io sono preoccupato ho figli e una madre ultraottattenne che può essere presa di mira.
    Spero che la petizione venga accolta e che le forze della ordine tornino a vigilare costantemente questa zona..


  3. Purtroppo Roma e , soprattutto, il nostro municipio , sono stati abbandonati. Siamo alla mercé del più spregiudicato . Osservo, da anni, ormai, che per le nostre strade non si vede più neppure un vigile. La polizia e i carabinieri, magari in auto, si vedono di tanto in tanto. I nostri rappresentanti non sono all’altezza della situazione e del compito ricevuto. Forse, è tempo di scendere in piazza e far sentire la nostra voce. La popolazione è amareggiata e disillusa , in quanto, alla drammatica situazione sanitaria, si aggiungono le problematiche quotidiane. Si può continuare con questo andazzo ? Non so. Ho il timore che prima o poi lo scontento, l’ansia e l’angoscia esplodano in forme incontrollabili. Allora, se i nostri politici non sono capaci di far rispettare l’ordine e di venire incontro alla gente, qualcuno si dovrà sostituire loro Mi spiace usare parole estreme ma, se non si corre subito ai ripari, sarà troppo tardi. Ettore

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