Più difficile raggiungere il Casale della Cervelletta

Dopo la costruzione della recinzione di sicurezza
Antonio Barcella - 13 Gennaio 2020

La passerella di legno, realizzata pochi mesi fa dalla Regione Lazio, aveva reso molto più agibile il percorso da Colli Aniene al Casale della Cervelletta. Ma quest’opera, che permetteva di usufruire dell’area in tutti i periodi dell’anno, è stata vanificata dalla costruzione di una recinzione di sicurezza che chiude l’ultimo tratto del sentiero costringendo gli avventori a fare un largo giro nel cuore dell’area umida tra fango e larghe pozze d’acqua.

Ricordiamo che il manufatto è stato interdetto da novembre 2017, a tutela della pubblica incolumità, dopo un sopralluogo della Commissione di verifica delle condizioni statiche degli edifici comunali. Per questo motivo era stata fissata dall’amministrazione locale una distanza di sicurezza di 10 metri dal casale che non andava violata. Un provvedimento che non aveva alcun valore visto che per oltre due anni non c’era alcun cartello di avvertimento per il rispetto di questa disposizione.

Dove sarebbe bastato qualche cartello, è ora stata innalzata una recinzione con video sorveglianza che lascia alquanto perplessi i cittadini e dai costi molto elevati. Denaro che forse poteva essere risparmiato per aggiungerlo a quanto previsto per mettere in sicurezza la torre del Casale.

Ma l’aspetto peggiore è che questa delimitazione rappresenta per molti una dichiarazione di resa sul futuro di questo monumento. Una recinzione eccessiva, che va oltre i dieci metri previsti dall’ordinanza, e che esclude la fruizione pubblica del casale e di un’area consistente del parco.

Una barriera che appare come un ostacolo alle operazioni di messa in sicurezza della torre e del Casale.

Ormai la sensazione della perdita progressiva di un patrimonio storico della periferia romana sta diventando sempre più realtà e le speranze di una riapertura del Casale Storico della Cervelletta sono diventate pura fantasia.

 

Antonio Barcella


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