PoETICA e impegno civile. Roma, metropoli in versi

Mercoledì 19 settembre 2012 presentato a Palazzo Valentini il libro “Ore venti e trenta” di Paola Musa
di Serenella Napolitano - 20 Settembre 2012

Una sala piccola e accogliente di colore marrone dovuta al riflesso della luce sulle pareti di legno, che segnano il suo perimetro, è stata la cornice per la presentazione del libro di Paola Musa “Ore Venti e Trenta” mercoledì 19 settembre 2012 presso la Provincia di Roma.

Insieme all’autrice del libro hanno preso parte all’evento Roberta Agostini, Consigliere della Provincia di Roma, Gianni La Bella, Comunità di S. Egidio, Stefano Trasatti,
Direttore di Redattore Sociale, Roberto Chiappini, Consigliere V Municipio, Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, Presidente di Telefono Rosa ed Enrico Fontana, Direttore
di Paese Sera. Letture di Tiziana Sensi.

Paola Musa nella sua raccolta di poesie ritrae la vita quotidiana che si svolge nella periferia di una grande metropoli, come Roma. Il titolo, non a caso, sottolinea quell’orario serale quando si accendono le luci nelle abitazioni e i palazzi sembrano alberi scintillanti. Ed è proprio da qui che parte quell’analisi della società moderna in cui molti valori sono stati persi, generando solo una grande solitudine.

“Ore venti e trenta è una serie di ragionamenti che spesso si fanno davanti alla televisione ed è un esemplificativo della solitudine delle famiglie italiane – spiega Paola Musa – viviamo in una comunità che non c’è più, ragiona con se stessa ma non condivide niente con gli altri. Il libro – continua Musa – racconta di tanti personaggi che vivono nelle periferie: dalla badante, all’emigrato ma anche alle donne che subiscono violenza”.

“Riconosciamo nel libro situazioni familiari di un’umanità sola – dice Roberta Agostini – anche se tra le pagine si riescono a cogliere dei segni di speranza. Ma non dobbiamo dimenticare – incalza il consigliere provinciale – che a Roma esistono molti fenomeni di violenza, anche quelli più nascosti come la violenza domestica”.

Interessante è stato l’intervento di Giano La Bella, docente di storia contemporanea. Il professore ha fatto un excursus su quella che è stata l’evoluzione della periferia
romana o meglio su quella che oggi viene definita ‘Periferia’ mentre in passato erano le colorate ‘borgate’. Se pur vero che disagi sociali ci sono sempre stati, come ad esempio la grande e ingiusta differenza tra centro e zone più periferiche della città, è anche vero che prima in quei luoghi si respirava un’aria più familiare, si era più uniti.

Forse c’era un senso di appartenenza, anche attraverso il linguaggio dialettale, che oggi manca. Per riprendere le parole di La Bella “Un mondo che respirava un’umanità segnata dalla grande condivisione” Oggi invece non si condivide più niente, solo tanti palazzi, che appunto, si animano solo la sera. “Bisogna ricondurre la periferia al centro – spiega la Bella – mentre oggi la periferia si è allontanata dal centro non solo geograficamente ma ha anche da orizzonti politici, culturali e luoghi aggregativi”.

Un dato allarmante è che i cittadini residenti in quei luoghi hanno il 96% in meno dei servizi di svago rispetto ad un cittadino che vive al centro. L’evento dunque ha avuto lo scopo di stimolare una riflessione sui bisogni e le emergenze della periferia romana: cultura, integrazione, attenzione ai più deboli, lotta all’emarginazione dando altresì importanza ai problemi legati alla violenza, in particolare quella sulle donne.

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L’autrice Paola Musa vuole sottolineare l’importanza della poesia come strumento di comunicazione e coinvolgimento a fini sociali, per questo cura il blog wordpress.lapoesiacheserve.com per conto di Albeggi Edizioni al fine di promuovere una rete di poeti per la poesia di impegno civile, e una “contaminazione” tra
poesia, informazione e politica.

Il libro “Ore venti e trenta” contiene anche 36 immagini in bianco e nero. E’ disponibile online e presso le librerie indicate su www.albeggiedizioni.com, e presso IBS.it.


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