

Alemanno:"Un atto gravissimo". Il Campidoglio replica: "Procederemo alla ricollocazione, preservando l’integrità storico-artistica del palazzo"
La gigantografia dei due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sparisce da Palazzo Senatorio ed è subito polemica. A gridare allo scandalo l’ex sindaco Gianni Alemanno, sua la decisione di esporre la foto il 23 febbraio 2013, che afferma: “La rimozione dello stendardo è un atto gravissimo del quale aspettiamo ci vengano date spiegazioni dettagliate. L’abbiamo esposta al centro di piazza del Campidoglio per mantenere alta l’attenzione del Governo e delle istituzioni sulla drammatica situazione dei nostri militari, chiediamo venga rimessa al suo posto in attesa che i nostri ragazzi tornino finalmente a casa, solo allora acconsentiremo a toglierla”.
L’attacco all’amministrazione capitolina arriva anche via Twitter dal presidente dei deputati di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni che scrive: “Il sindaco Marino ci spieghi perché quell’immagine gli dà fastidio”. La polemica di Fratelli d’Italia continua con Ignazio La Russa pronto a definire la rimozione della gigantografia “una vergogna per Roma”, spingendo inoltre il Ministero della Difesa ad “indire per il 4 novembre una giornata di mobilitazione nazionale a favore del pronto ritorno dei due marò in Italia”.
In sua difesa il Campidoglio dichiara: “Il manifesto dei due marò è stato tolto il 2 ottobre scorso in occasione di un evento interreligioso promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. Sono allo studio, da parte della Sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali, ipotesi per una rapida collocazione della gigantografia in una posizione che sia in grado di assicurare al contempo la massima visibilità e rilievo al messaggio e dall’altra l’esigenza di preservare l’integrità storico-artistica delle facciate dei palazzi storici”.
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