Politica carità – Galli nel Pd – Vergogne d’Italia

Fatti e misfatti di gennaio 2013 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 7 Gennaio 2013

Politica carità 

"… Senza nulla togliere – è un passaggio dell’intervista rilasciata al "Messaggero" dal cardinale Giuseppe Versaldi, presidente della Prefettura degli affari economici dello Stato vaticano – senza nulla togliere all’impegno in politica che è un sommo gesto di carità".

L’impegno in politica un sommo gesto di carità? Ma da quando? Non sembra esserci, in tutta la storia dell’umanità, una simile traccia. Tanto meno nei tempi moderni. L’altro ieri, ieri, oggi. A meno che il sommo gesto di carità non venga inteso come un gesto di carità dei politici nei confrontri di se stessi. Tanta carità di compensi, di prebende, di privilegi per un impegno che tutto può definirsi meno che missionario. Con tutto il rispetto per sua eminenza il cardinale Giuseppe Versaldi. Non a caso, forse, presidente della Prefettura degli affari economici dello Stato vaticano.

Galli nel Pd

"Gianpaolo Galli – ha dato notizia il segretario Pierluigi Bersani – sarà candidato del Pd nelle prossime elezioni politiche".

Ma il "bocconiano" Gianpaolo Galli ex direttore generale della padronale Confindustria e nella padronale Confindustria oggi direttore del Centro studi, tuttora docente di economia monetaria alla Luiss di Roma, già nel Servizio studi della Banca d’Italia? Un tecnico e un professore, insomma, che uno avrebbe giurato più consono, una volta fattosi conquistare dalla politica, ad una "salita" con Mario Monti o ad una "discesa" con Silvio Berlusconi? Ma vedi tu, invece, le sorprese della vita. E, può darsi, la sorpresa di Niki Vendola.

Vergogne d’Italia

"Alle famiglie di tre bambini vittime di malasanità – la notizia arriva da Cosenza – i giudici avevano decretato un risarcimento-danni di un milione ciascuna, ma le due istituzioni condannate (l’ Ospedale civile dell’Annunziata e la locale Asl) non hanno mai versato quelle somme".

Vergognoso, più che vergognoso. Ma il "non plus ultra" della vergogna è stato raggiunto, proprio in questi giorni, quando alle famiglie dei tre sfortunati bambini sono arrivate cartelle esattoriali, da ben 37 mila euro ciascuna, quale imposta di registro sulla somma costituente quel risarcimento mai fino ad oggi avvenuto. La Sanità pubblica, insomma, non sta versando da anni quanto impostole in giudizio per sue gravi e documentate colpe e il pubblico Fisco, però, vuole subito quanto dovutogli come imposta di registro. Ma questa, purtroppo, è l’Italia. L’Italia, bellezza, che sarebbe urgente cambiare. Ma come? Con chi? Ah, se fosse possibile finalmente saperlo. Potersene, soprattutto, fidare. 


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