Ponte della Musica, il cantiere infinito

A tre mesi dall’inaugurazione si attendono ancora l’apertura delle rampe e la sistemazione dell’area circostante
di Federico Ridolfi - 7 Settembre 2011

Inaugurato in pompa magna ma subito dimenticato: è questo il triste destino del Ponte della Musica, disegnato dallo studio inglese Buro Happold, che dallo scorso 31 maggio unisce il Lungotevere Flaminio al Lungotevere Maresciallo Cadorna.

Il ponte, inserito già nel piano regolatore del 1929 per completare la direttrice di via Guido Reni, è stato costruito per rendere più agevole e diretto il collegamento fra l’area del Foro Italico e quella, in continua espansione, alle spalle del Teatro Olimpico. Una zona, questa, che grazie alla costruzione dell’Auditorium di Renzo Piano e del nuovissimo museo Maxxi firmato da Zaha Hadid riesce ad attirare, ogni anno, milioni di visitatori.

Ma a tre mesi dalla sua inaugurazione il ponte, costato oltre 8 milioni di euro e due anni di lavori, attende ancora di essere completato. Le rampe sono chiuse, il collegamento con la vicina pista ciclabile non è stato realizzato mentre l’area circostante la struttura, in cui è prevista la realizzazione di giardini pubblici, versa in stato d’abbandono, con materiali da costruzione e macchinari che giacciono lungo le rive del Tevere in cantieri a cielo aperto dai quali gli operai sono spariti da settimane.

Una condizione, quella attuale, che ha mandato su tutte le furie Antonella De Giusti, Presidente del XVII Municipio, uno dei due Municipi uniti dal nuovo ponte (l’altro è Municipio II), “A tre mesi e passa dall’inaugurazione”, ricorda la De Giusti che, tra l’altro, di professione è architetto, “il Ponte della Musica” ha ancora la forma convulsa del cantiere e non ha risolto la questione del suo collegamento funzionale con la pista ciclabile. I residui dei materiali di costruzione giacciono indisturbati accanto alle erbacce, e l’immagine complessiva è quella di un’opera che, allo stato attuale, appare quasi fuori luogo. Cosa c’è di più insensato di un ponte ‘avulso’ dal contesto immediatamente circostante, e che appare letteralmente ‘sganciato’ dai quartieri che avrebbe dovuto invece avvicinare? L’inaugurazione fu inizialmente rinviata, si disse, perché mancavano gli ultimi ritocchi. Non immaginavamo che questi ritocchi fossero talmente tanti da costituire un ‘cantiere’. Oggi la situazione è sotto gli occhi di tutti, e l’amministrazione comunale non ci fa una bella figura”

“Il degrado del Ponte”, ha aggiunto la Presidente del Municipio Roma XVII, “si somma a quello di cui già soffrono i nostri quartieri, contro il quale ci stiamo battendo e che abbiamo più volte denunciato al Campidoglio. Proprio in questi giorni abbiamo segnalato per l’ennesima volta lo stato di abbandono in cui versano le sponde del Tevere, in particolare nel tratto all’altezza di Lungotevere delle Vittoria. Abbiamo scritto agli assessori all’ambiente di Regione e Comune chiedendo interventi urgenti. Sapranno darci ascolto? Lo spero per i nostri quartieri, ma sono molto scettica al riguardo”.


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