Posizionate nel Municipio Roma V altre 4 pietre d’inciampo

Grazie al progetto degli itinerari della Memoria dell’Ecomuseo
Alessandro Moriconi - 17 Gennaio 2019
Centocelle, l’evoluzione dell’imprenditoria locale

Grazie al lavoro di ricerca degli operatori dell’Ecomuseo Casilino nel Municipio Roma V si continuano a posizionare le pietre d’inciampo.

Una piastra di ottone lucido montata su un cubetto di porfido, nate da un’idea dell’artista Tedesco Gunter Demnig per ricordare alle generazioni future le vittime dell’Olocausto, del Nazismo e del Fascismo.

Tante le presenze alla cerimonia per la posa della Pietra d’Inciampo dedicata a Paolo Renzi assassinato a Forte Bravetta dai Tedeschi il 31 Gennaio 1944 e già insignito della Medaglia d’Argento della Repubblica Italiana.

Presenti numerose scolaresche tra cui quelle del Giovanni Lattanzio/Giuseppe Di Vittorio, del Francesco d’Assisi e alcuni consiglieri del Municipio V tra cui Pietrosanti, Medaglia, Meuti, Stirpe, l’Ass.re Brunetti, il CdQ Centocelle Storica, l’Anpi con Il Partigiano Modesto Di Veglia e alcuni rappresentanti e responsabili delle Sez. Giordano Sangalli e Rosario Bencivegna entrambe nel Municipio V, lo SPI Cgil e Stefania Ficacci dell’Ecomuseo Casilino che da anni lavora sul progetto degli Itinerari della Memoria.

Un itinerario che nella mattinata del 16 gennaio ha consentito il posizionamento di altre tre pietre oltre a quella a Paolo Renzi in via Valmontone.

La mattinata era iniziata alle 9.00 in via dei Sarvognan dove abitava Guerrino Sbardella per poi recarsi davanti l’abitazione che fu di Ottavio Capozio in via dell’Acquedotto Alessandrino era presente tra i tanti intervenuti anche il Pres. del Municipio G. Boccuzzi.

Alle 11.00 la pietra d’inciampo davanti l’abitazione che fu di Antonio Rozzi in via G. Benincasa.

Tre momenti che oltre a Boccuzzi hanno a che visto la partecipazione degli studenti e di diversi docenti del Benedetto da Norcia, della Laparelli e della Pisacane.

L’ultima pietra posizionata, come abbiamo detto,  è stata quella in via Valmontone dove abitava Paolo Renzi.

Sul posto una emozionata sig.ra Pina con i suoi figli. Figlia resa orfana in età adolescenziale nipoti di un eroico nonno che non hanno potuto conoscere a causa dell’infame piombo nazifascista la cui unica colpa era quella di odiare i soprusi e amare la Libertà.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti