Pranzo gourmet 70 persone senza dimora

A Casa Coppelle il 21 febbraio 2019 si rinnova la tradizione di “Pane e Olio”
Redazione - 20 Febbraio 2019

Un invito a pranzo davvero speciale, quello che hanno ricevuto 70 persone senza dimora della città di Roma, con un menu gourmet ideato e realizzato esclusivamente per loro dagli chef di Casa Coppelle, il noto ristorante nel cuore della Capitale, a pochi passi dal Pantheon.

Giovedì 21 febbraio, nell’ambito della rassegna culturale “Pane e Olio” curata dalla sede romana di Amici dei Bambini, il ristorante Casa Coppelle di Roma ospiterà un pranzo per 70 persone senza dimora, organizzato dal Centro Polivalente “Binario 95”, in collaborazione con Ai.Bi. e il supporto di numerose altre realtà che operano nel sociale.

Si rinnova quindi – a poco più di 5 anni dalla prima edizione – l’appuntamento con il pranzo solidale per chi non può contare sulla sicurezza e il calore di una casa. La proposta nasce dalla sinergia tra Ai.Bi., Casa Coppelle e Binario 95, il centro per persone senza dimora nato a Roma in via Marsala nei locali concessi in comodato d’uso gratuito da Ferrovie dello Stato Italiane, in convenzione con il Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute di Roma Capitale.

“A Roma ci sono oltre 15.000 persone che non hanno una casa – afferma Alessandro Radicchi, presidente della cooperativa sociale Europe Consulting Onlus, che gestisce Binario 95 -. Le disponibilità dei posti di emergenza del circuito istituzionale e del volontariato non arriva neanche al 20% delle richieste. Di fronte a questa situazione o si getta la spugna o si cerca di cambiare insieme la mentalità delle persone, del sistema, per arrivare a garantire a tutti il diritto e la dignità di essere uomo e donna, cittadini di questo mondo, cittadini di questa città. Per questo, ritrovarsi ogni anno al ristorante Casa Coppelle insieme a una piccolissima rappresentanza di questi 15.000, non vuole solo essere un modo per condividere la vita e sentirsi “famiglia”, ma anche per ricordarci che non bisogna mai abbassare la guardia e si deve piuttosto continuare a lottare, perché un giorno non ci sia solo CASA Coppelle ma la CASA per tutte le persone che ne hanno il diritto”.

Marco Griffini presidente di Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini aggiunge: “Amici dei Bambini crede profondamente che questa iniziativa, nata da una profonda amicizia con il Ristorante Casa Coppelle, vada portata avanti per ricordare sempre che occorre intervenire a tutti i livelli per prevenire il rischio di abbandono o per curare i bambini e le persone fuori famiglia. Occorre superare la logica di lavoro per singole mission associative e recuperare il senso comunitario di crescita e attenzione alla persona in tutte le sue dimensioni.”

Rachelle Guenot e Omar Capparuccini di Casa Coppelle concludono: “il nostro gesto vuole essere di educazione per i nostri figli e testimonianza di responsabilità verso chi nella vita è meno fortunato. Lavoriamo affinché tanti nostri colleghi di settore possano fare altrettanto”.


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