Pranzo salato per due turisti giapponesi a Roma: 695 euro!

Denunciato per truffa il titolare del ristorante “Passetto” a due passi da piazza Navona. Ferma la condanna del Sindaco che annuncia controlli straordinari. Cutrufo: questi episodi non resteranno impuniti. Il turista è un bene prezioso.
di Emiliana Costa e Alessia Ciccotti - 2 Luglio 2009

Antipasti, due primi, due secondi, dolce, caffè, acqua, vino e mancia; totale 695 euro. Sarà anche un pranzo completo, sarà anche costituito da cibi pregiati (ostriche, aragosta, spigole, come sostiene il ristoratore), saremo anche al centro di Roma (via Zanardelli, a due passi da Piazza Navona), ma un conto del genere  è a dir poco salato. Un errore? No. Uno scherzo? Nemmeno.
E’ l’avventura, o meglio la disavventura, capitata a due giovani turisti giapponesi il 19 giugno 2009 e apparsa nella cronaca della stampa cittadina il 2 luglio. Da cui si apprende che il dettaglio del conto è costituito da:  pane euro 5, vino 108, acqua 3, antipasti 142, primi 208, pesce 82,80, dolce 31, totale 579,50 euro; ai quali va aggiunta una "mancia" di  115,50 euro che i turisti si sono visti addebitare sulla carta di credito con cui hanno pagato il conto.
Per i due giapponesi il tour della città eterna, quel giorno, è terminato al commissariato Trevi Campo Marzio, dove hanno denunciato per truffa il noto ristorante "Passetto". 

Gli agenti hanno effettuato i controlli, dai quali è emerso che i prezzi praticati ai due giapponesi non corrispondevano a quelli indicati nel menù ed hanno richiesto i controlli sanitari da parte del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione della Asl RmA, che ha disposto l’immediata chiusura del ristorante per gravi carenze igienico sanitarie. 

E, sempre con la collaborazione della Asl, la Polizia nel centro storico ha controllato altri cinque locali, per due dei quali sono scattati i provvedimenti di chiusura per gravi carenze igienico sanitarie, mentre gli altri tre sono stati sanzionati per violazioni sanitarie meno gravi.

Ferme le reazioni da parte del Campidoglio. «Per quanto mi riguarda – ha detto il sindaco Alemanno – questo ristorante non deve più aprire e per casi di questo genere si deve arrivare alla revoca della licenza. Ho dato mandato alla Polizia Municipale di predisporre dei controlli straordinari, anche di personale in borghese per smascherare queste truffe che devono essere perseguite con fermezza fino ad arrivare alla revoca della licenza. Questi singoli casi – ha proseguito il Sindaco – che rappresentano una minima parte, rischiano di infangare la reputazione della stragrande maggioranza dei ristoratori romani, conosciuti in tutto il mondo per l’ottima qualità del cibo e del servizio e per i prezzi equi». 

Stesse opinioni anche per il sen. Mauro Cutrufo, vicesindaco di Roma con delega al turismo, che dice: «Notizie come queste non fanno onore alla Caput Mundi e ledono l’immagine della nostra città anche all’estero. L’azione dell’amministrazione e delle organizzazioni del turismo sarà sinergica per combattere fenomeni come l’abusivismo e l’ordinaria truffa perpetrata ai danni dei preziosi turisti.
E intanto annuncia una campagna di comunicazione dell’accoglienza che partirà a settembre e sarà destinata a tutti gli operatori del turismo. «Scopo della campagna – ha aggiunto Cutrufo – è di mettere in luce che Roma è una cittàche fa dell’accoglienza uno dei principi cardine della sua politica del turismo, dove viene premiato chi fa il proprio mestiere con professionalità ed onestà e che considera il turista per ciò che è, una preziosa risorsa. Contestualmente chi delinque – conclude il vicesindaco – dovrà sapere che l´intervento sarà deciso e tempestivo, come nel caso odierno del ristoratore infedele. Risaliremo ai nominativi dei due sfortunati turisti giapponesi per comunicargli che episodi come questi non resteranno impuniti, nell’interesse dell’immagine della stessa città Capitale».


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti