Premiati i donatori di sangue dell’Ipa

Nel 2012 raccolte 1215 sacche di sangue
Enzo Luciani - 10 Dicembre 2012

«Sono 1215 le sacche di sangue che Roma Capitale, nel 2012, ha raccolto grazie alla solidarietà dei dipendenti capitolini, dei genitori di tanti bimbi delle scuole comunali e di tutti i simpatizzanti che credono in quel grande atto d’amore che non costa nulla, quale è la donazione di sangue».

Così l’assessore alle Risorse Umane, Enrico Cavallari, ha aperto la premiazione, domenica 9 dicembre 2012, dei donatori di sangue del gruppo Ipa,  l’Istituto di previdenza e assistenza dei lavoratori capitolini, al cui interno esiste una banca del sangue dedicata agli stessi dipendenti comunali e ai loro familiari. Le eccedenze di sacche vengono poi impiegate per le esigenze dei piccoli degenti del nosocomio Bambino Gesù.

«Nell’ultimo anno sono state 500 le nuove iscrizioni al gruppo donatori: se si considera che lo scorso anno questo contava circa 2000 unità si evince un incremento del 25% grazie ad un grande lavoro svolto sul territorio romano, soprattutto nei nidi e nelle scuole dell’infanzia – aggiunge Cavallari – Un plauso particolare lo meritano, infatti, tanto il personale scolastico, che è riuscito a sensibilizzare in modo profondo i genitori dei bambini quanto, ovviamente, tutte le mamme e tutti i papà che hanno fatto la loro grande opera di solidarietà sottoponendosi al prelievo.

Tutto questo – prosegue l’assessore – rappresenta anche un messaggio educativo straordinario per gli stessi bimbi: osservando oggi i propri genitori che donano il sangue, saranno loro stessi i donatori di domani. E lo faranno con naturalezza e senza timori, perché avranno assimilato in modo profondo la cultura della solidarietà nei confronti di chi è meno fortunato. Le scuole che hanno partecipato alle varie donazione del sangue – conclude Cavallari – si trovano nei municipi II, VIII, XI, XIII, XV e XVIII. In alcuni istituti sono state raccolte anche 60 sacche in un solo giorno, cifre assolutamente eccezionali. Il nostro impegno resta quello di portare questa importante campagna di solidarietà in maniera sempre più capillare in tutta la città». 

 


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