Preparazione alla professione medica 1, 2 e 3 – La rapa lessata del ministro Balduzzi – Quelle volpi indiane – Ancora e ancòra

Fatti e misfatti di agosto 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 30 Agosto 2012

Preparazione alla professione medica 1

"Quale delle seguenti affermazioni è sicuramente vera – si legge, tra i tanti esercizi folli proposti sul sito governativo www.universitaly.it, per preparare i futuri medici all’esame di ammissione all’esercizio della professione medica – se Giovanna ama i quadri di Kandinskij, Kandinskij è un pittore astrattista, a chi ama Kandinskij non piacciono tutti i quadri di Picasso? Risposta A: Giovanna apprezza solo alcune opere di Picasso. Risposta B: Giovanna ama tutti i pittori astratti. Risposta C: tutti coloro che amano Kandinskij amano anche Picasso. Risposta D: chi ama Picasso non va a vedere mostre di quadri di Kandinskij. Risposta E: Giovanna va a vedere tutte le mostre che si tengono nella sua città".

Sufficiente, a commento, quanto risposto da uno degli aspiranti medici dopo avere visitato il sito governativo: "Ma io dovrò fare il medico o il critico d’arte? E, poi, ma che cavolo ne posso sapere io che cavolo passa per la testa a Giovanna".

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Preparazione alla professione medica 2

"Nel Carme cinque di Catullo – altra domanda folle per esercitare i futuri medici alla professione – e, precisamente, nel verso "Godiamoci la vita, Lesbia mia, e amiamoci" le parole "Lesbia mia" danno luogo a quale di queste figure retoriche? Apostrofe, similitudine, iperbole, metafora, anafora?"

Sufficiente, anche in questo caso, la risposta di un altro aspirante medico: "Ma io dovrò fare il medico o l’insegnante di lettere? E, poi, ma lasciamo amarsi in pace, almeno, Catullo e Lesbia sua".

Preparazione alla professione medica 3

"Rispondendo alle domande del "test" preparatorio per gli aspiranti medici – ha confessato, tra lo stupito e l’ironico, Giuseppe Remuzzi – avrei commesso numerosissimi errori ed omissioni (non sapendo rispondere, ad esempio, chi abbia scritto "Barbablù", di che cosa sia morto Ghandi, chi sia il nuovo direttore del "New York Times") e, probabilmente, non sarei stato ammesso al successivo "test" dell’esame".

Giuseppe Remuzzi, che tutto questo ha confessato, non è uno qualsiasi. Né come persona né, soprattutto, come operatore nella sanità. Giuseppe Remuzzi, infatti, è primario di nefrologia e dialisi agli Ospedali riuniti di Bergamo, coordina l’attività di ricerca per l’Istituto farmacologico "Mario Negri" e per il "Centro di ricerche cliniche per le malattie rare", è autore di ottocento pubblicazioni medico-scientifiche ed è l’unico italiano nei comitati di redazione dei prestigiosi periodici "Lancet" e "New England Journal of Medicine". Un grande della medicina, insomma. Che per fortuna, però, ha sempre saputo e sa – altra domanda del quiz preparatorio per gli aspiranti medici – che è stato Gabriele D’Annunzio a scrivere il verso "piove sulle tamerici salmastre ed arse".

La rapa lessata del ministro Balduzzi

"Gli apparecchi per il gioco d’azzardo che possono creare dipendenza – è nel "pacchetto" di interventi confezionato dal Ministro della Sanità, Renato Balduzzi – non potranno essere installati all’interno o in un raggio di 500 metri da scuole, centri frequentati da giovani, strutture sanitarie e socio-assistenziali, luoghi di culto".

Meglio una rapa lessata – dicevano una volta i vecchi – che niente. Rapa lessata perché – ammesso che l’intenzione del Ministro Balduzzi passi – per i giovani, e anche per i ragazzini, si tratterà di una piccola scocciatura, ma non certo di un grande deterrente. E per ben due motivi. Il primo è che giovani, e anche ragazzini, non faranno che intensificare i loro giochi d’azzardo "on line" usando i ricchi ed attrezzatissimi "smartphone" regalati oltretutto loro, la maggior parte delle volte, dagli stessi genitori, nonni e zii vari. Il secondo è che giovani, e anche ragazzini, sbufferanno pure, ma poi saliranno sui loro motorini, "sgommeranno", percorreranno "a razzo" i doverosi 500 metri e andranno tranquillamente a giocarsi le loro partite. Ma allora? Allora – per carità – meglio, intanto, la rapa lessata del Ministro Balduzzi. Ma non si potrebbe studiare e attuare qualcosa di un po’ più tonico e sostanziale? Magari un pesante provvedimento all’amatriciana.

Quelle volpi indiane

"La Corte suprema dell’India – è la nuova notizia – ha sì cominciato ad esaminare il ricorso presentato dall’Italia per invalidare il processo contro i due "marò" Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, avviato dallo Stato del Kerala con l’accusa di omicidio nei confronti di due pescatori, ma, poi, ha subito aggiornato l’udienza ad ennesima lunga data".

Il giochetto delle autorità indiane, a questo punto, sta diventando sempre più scoperto per tutti meno che per il Governo italiano. Si continua a non processare – ed eventualmente a non condannare – i due "marò", ma, attraverso i ripetuti rinvii procedurali, si continua a detenerli in India. Un modo come un altro, insomma, per detenerli pur fingendo di non detenerli. E questo già da metà febbraio scorso. Cosicché, intanto,i due "marò", in sostanza, hanno già fatto ben sette mesi di detenzione. E, poiché il Governo italiano sembra non preoccuparsi minimamente di loro, chissà quanti, a forza di ulteriori rinvii volpeschi dei giudici indiani, ne dovranno ancora fare. Buon riposo, Ministro Terzi dall’accento aristocratico un po’ così.

Ancora e ancòra

Gianfranco Fini – le "cronache rosa" stanno impazzendo – ha tagliato, a Porto Ercole, una grande torta confezionata per festeggiare la sua àncora trovata nei fondali dell’Argentario".

Qualcuno si è chiesto se Gianfranco Fini, al suo ritorno dalle vacanze, deciderà poi di tagliare, alla Camera dei deputati, una grande torta confezionata per festeggiare la sua ancòra presenza lì. La sua presenza alla Presidenza di Montecitorio trovata, a suo tempo, nei fondali della straordinaria italica politica.


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