Presentazione del libro ‘Giustiza e potere’

Dibattito De Magistris-Vendola al piccolo Eliseo. Grande successo per i due politici
di Letizia Palmisano - 1 Febbraio 2010

Un grande successo di partecipazione la presentazione del libro "Giustizia e potere" di Luigi De Magistris, tenutasi al Piccolo Eliseo di Roma nella mattinata del 30 gennaio, organizzata da Editori Riuniti.

Moderatrice ed ospite d’eccezione, rispettivamente, la direttrice de l’Unità Concita De Gregorio e il presidente della Piglia, reduce dal trionfale successo delle primarie pugliesi, Nichi Vendola, mentre presentatore dell’evento è stato Sergio Nazzaro (l’intervistatore del libro).

La presentazione del Libro si è alternata con un acceso dibattito tra Vendola e De Magistris sui temi politici e culturali. Il tutto sfociato in un incontro dai toni quasi programmatici che ha visto i due politici, sicuramente carismatici, venirsi incontro dopo alcune diverse prese di posizione del passato. Entrambi parlano di un movimento di popolo, di "laboratorio politico" da costruire "a cominciare dal Sud".

Vendola sui temi nazionali ha innanzitutto difeso le lotte in seno alla Magistratura "i magistrati protestano non perché siano fan della lentocrazia italiana ma perché di fronte al sabotaggio della giustizia italiana" ha detto rispondendo ai giornalisti ancor prima di entrare nel Teatro. E poi dentro, tantissimi i punti toccati. Ad esempio di come si stia andando verso terreni rischiosi, nei quali in Italia non si lotta contro la povertà ma contro i poveri "ieri con reati di accattonaggio, vagabondaggio, ecc." e oggi con l’aprioristico "crimine di essere straniero", con una società spaccata in due: da una parte la "casta di chi comunque verrà tutelato" e dall’altra "i criminali aprioristici".

De Magistris, in entrambi i casi accanto a Vendola, ha rimarcato come da un lato il lavoro dei magistrati sia continuamente minato, salvo – magari – da parte del Governo inneggiare ad arresti di clan "come se fosse Maroni stesso ad arrestarli e non la polizia giudiziaria e la magistratura", dall’altro denunciando come false le ultime voci del Governo sull’equazione straniero – criminalità: "il tasso di delinquenza tra gli stranieri è pari a quello degli italiani. Ma loro sono chiamati a rispondere di più, senza mezzi per avvocati adeguati e che spesso rimangono in cella più del dovuto aspettando un avvocato d’ufficio che chieda l’istanza di scarcerazione".

Tra gli altri tantissimi temi toccati ha suscitato particolare attenzione da parte del folto uditorio, quello dell’acqua pubblica e l’acquedotto pugliese: "vero gioiello grazie al ‘monopolio pubblico’ con 20 mila km di condutture e laboratori dichiarati n. 1 del mondo che se passasse in mani private, un monopolio privato, non si capirebbe che interesse avrebbe a investire così tanto visto che il fine del pubblico è il bene comune, quello del privato sarebbe diverso". E a corroborare la tesi, Vendola ha ricordato le privatizzazioni ad Arezzo e Latina con i livelli qualitativi scesi e i prezzi saliti, nonché i tentativi negli USA, nei quali si è dovuto retrocedere, fino a Parigi ove è in corso la ripubblicizzazione.

Prioritario, per entrambi, il rispetto e la salvaguardia della Costituzione Italiana: dall’articolo 1 a tutela del lavoro non precario, all’art. 3 sull’uguaglianza (contro leggi ad personam o discriminazioni razziali), alla difesa della salute (ricordando Vendola che grazie alla Regione Puglia dal primo gennaio 2010 a Taranto dall’Ilva le emissioni sono abbattute del 90%, impegno preso con gli stessi bambini della città ionica).

Il messaggio comune finale di Vendola e De Magistris è stato nelle parole di quest’ultimo: un appello a tutti coloro che sono contro le privatizzazioni "che favoriscono la criminalità organizzata oramai tutta sul più pericoloso modello ‘ndrangeta, del Patrimonio spa, Difesa spa, probabile Servizio civile spa e della svendita della scuola". In favore, invece, di una Pubblicizzazione dei servizi essenziali ed una trasparenza, unico strumento di salvaguardia del Paese. Appello rivolto a SEL, a quella parte del PD e di IDV come a quella parte che ha smesso di votare, sopraffatta dal berlusconismo e dall’assenza di anticorpi della Sinistra. L’immagine finale, applaudita con gran foga dalla gente, nelle parole dell’ex Magistrato "Vorrei un Quarto Stato che si mette in movimento, per far valere la questione morale e quella culturale contro il l’autoritarismo berlusconiano".

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