Processo partecipativo per l’aumento di cubature nell’VIII municpio

Viva il mattone!
Riceviamo e pubblichiamo - 25 Novembre 2011

Dopo la "buca" di un mese fa il 23 novembre 2011 con 1 ora di ritardo nella sala consiliare dell’VIII Municipio l’Assessore all’Urbanistica Corsini e l’Arch. Geusa hanno presentato il progetto di Roma Capitale per l’ aumento delle cubature nei piani di zona 20 Ponte di Nona, B5 Rocca Fiorita, C2 Lunghezza, B4 Castelverde, C25 Borghesiana-Pantano) ed in particolare a Colle degli Abeti (che comprende il Pdz Castelverde b4 e il PdZ Lunghezza C2) in quanto in questo quartiere è previsto un aumento di cubature per 1400 persone (nel pdz Castelverde b4 la popolazione prevista aumenterà del 30%)!
C’erano anche le telecamere della Rai, che forse a gennaio manderà in onda il servizio all’interno di un reportage più ampio, alcuni giornalisti ed alcuni consiglieri municipali oltre al Presidente Lorenzotti che non ha preso la parola.

 

Il tutto si è svolto in un’aula praticamente deserta visto che il processo partecipativo non è stato praticamente pubblicizzato dagli organizzatori e, forse e non a torto, perchè tali iniziative per come sono concepite si dimostrano totalmente inutili poichè i cittadini al massimo possono "sfogarsi" ma non incidere su decisioni che sono già state prese in altre sedi.

Come al solito il "volano" di tutto è una emergenza, questa volta abitativa, a cui si risponde, come al solito, costruendo altre case, nonostante la marea di invenduto e di case sfitte che caratterizzano non solo i nuovi quartieri del Municipio VIII ma un po’ tutta Roma. Lo zucchero dovrebbe essere rappresentato dagli oneri che i nuovi costruttori verserebbero per le opere di urbanizzazione, bazzecole rispetto al fabbisogno di servizi previsti e non realizzati in quasi tutti i Piani di Zona.

Dopo la presentazione la parola è stata data ai pochi cittadini presenti tra cui il sottoscritto, intervenuto subito dopo Daniele Grasso ed i un giovane colleabetino che ha fatto giustamente presente la bassa qualità della vita di chi ha scelto di comprare casa dalle nostre parti.

Nel mio intervento in qualità di presidente del locale comitato di quartiere ho fatto presente l’abbondanza di verbi al condizionale ogni volta che si parlava di infrastrutture, strade, fermate ferroviarie, servizi per le persone e per famiglie; ho fatto presente che i nostri piani di zona non sono "vecchi" e "abbondantemente urbanizzati" come asserito negli interventi delle istituzioni, ma "giovani" e privi di tutto o quasi; ho fatto presente che mettere a Colle degli Abeti ed in particolare nel PdZ B4 Castelverde altre 1400 persone significa condannarle al disagio ed al degrado come le altre migliaia di persone che ci vivono o che vorrebbero riuscire a viverci; ho fatto presente che prima di qualsiasi nuovo intervento bisogna ultimare le cose mancanti, completare l’esproprio che impedisce una vita normale a 36 famiglie, completare le fogne per permettere ad altre centinaia di famiglie di rogitare o di poter allacciare l’acqua, illuminare le strade che non lo sono, eliminare il degrado laddove c’è, pensare alle tantissime giovani famiglie ed ai numerosissimi bambini che non hanno un posto in cui giocare; ho fatto presente che le parole "famiglia" "periferia" ricorrono spesso nei discorsi della politica e molto ma molto meno nelle azioni che essa mette in atto; ho fatto presente che in generale, ma soprattutto nei piani di zona, il Comune di Roma non tutela gli interessi dei cittadini non utilizzando tutti gli strumenti anche simbolici che avrebbe per contrastare i poteri forti, per esempio quello di colpire nel portafoglio i costruttori che non versano gli oneri di urbanizzazione.

Ho fatto presente queste e molte altre delle ragioni che ci portano a non accettare questo Piano casa del Comune nelle condizioni attuali dei nostri quartieri ma mentre parlavo col trasporto di chi vive il disagio suo e dei suoi concittadini ho notato molte aperture di braccia, sospiri e sorrisini impacciati come a dire "c’hai ragione ma che ce posso fa’ ?" e alla fine mi sono sentito svuotato, sfinito e per la prima volte negli ultimi anni veramente scoraggiato ed impotente di fronte alla sconfitta dell’interesse pubblico, della Politica con la "P" maiuscola ,del buonsenso e per il difficile futuro che ci aspetta.

A seguire l’intervento del giornalista Silvio Talarico, ma sulla discussione incombeva ormai la partita del Milan e la stanchezza evidente delle istituzioni di sentire sempre le stesse storie (uffa che noia!!!!). Che le risolvessero queste storie così non gliele raccontiamo più! VIVA IL MATTONE!! ABBASSO LE FAMIGLIE E LE PERIFERIE!! …e il Milan ha pure perso..

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Federico Verdicchio, CdQ Colle degli Abeti Roma Est

 

 

 


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