Prolungamento metro Anagnina-Torre Angela: “La partecipazione si fa sul territorio non nel Dipartimento”

La Comunità Territoriale del X contesta il cosiddetto processo partecipativo annunciato per lunedì 7 maggio in via Capitan Bavastro dal Comune di Roma A da Anagnina a Torre Angela
Comunicato stampa - 6 Maggio 2012

La Comunità Territoriale del X Municipio – in un comunicato stampa  firmato da Maurizio Battisti coordinatore della Comunità Territoriale del X Municipio – contesta in radice il cosiddetto processo partecipativo annunciato per lunedì 7 maggio 2012 ore 16 in via Capitan Bavastro dal Dipartimento alla mobilità e trasporti del Comune di Roma riguardante il prolungamento in metro leggera della metropolitana A da Anagnina a Torre Angela. Ed ecco in dettaglio le motivazioni:

"In via di principio i processi partecipativi per essere cosa seria debbono svolgersi sul territorio interessato in modo da permettere la più ampia partecipazione ai cittadini interessati. Inoltre la Comunità Territoriale contesta l’oggetto stesso della discussione in quanto presuppone una scelta, quella del Metro leggero, già fatta e quindi non passibile di alternativa. Un vero processo partecipativo si sarebbe dovuto esercitare sul tema del prolungamento della metro A senza rottura di carico nel tratto sopra menzionato come previsto dal vigente PRG.

Negli incontri di approfondimento sulla Centralità di Romanina indetti dal Dipartimento all’urbanistica comunale avuti nel mese di gennaio-febbraio in Municipio, di cui è ancora possibile ascoltare sul sito web del Comune di Roma gli interventi dei partecipanti, il tema del metro leggero è stato ampiamente discusso. L’opera è stata ritenuta del tutto inadeguata a sostenere non solo la densificazione proposta della Centralità sunnominata ma anche l’insieme dei pesi urbanistici previsti al di là del GRA nel X Municipio. Tali pesi assommeranno in circa 6.500.000 di mc. di residenziale e non residenziale con un insediamento di circa 35-40.000 abitanti. Una foresta di cemento che andrà dal GRA ai Castelli Romani senza soluzione di continuità. Un’infrastruttura come il Metro leggero che porta un carico di 6000 persone l’ora non è uguale ad una metropolitana che ne porta 24.000 e che perciò stesso sarebbe in grado di intercettare il flusso di traffico proveniente dai comuni dei Castelli romani e oltre. Non a caso con il Metro leggero viene a scomparire il nodo di scambio di Ponte Linari previsto dal PRG e connesso al prolungamento della Metro A.

Anche il X Municipio si è espresso ripetutamente contro il Metro leggero: deliberazione n. 3 del 19.1.2010, mozioni n. 10 del 1.3 2011, n. 1 e 3 del 1 .3.2012 con votazioni ampie che hanno visto convergere maggioranza e opposizione. Il Metro leggero si configura, quindi, solo come una proposta atta a concedere la densificazione cubatoria e lo stravolgimento della Centralità di Romanina a favore del privato. Un’operazione meramente speculativa da cui non si ricaveranno nemmeno le risorse necessarie alla realizzazione dell’opera sui cui costi non c’è neanche unità di vedute e di calcoli fra il Dipartimento mobilità e trasporti comunale che li calcola in 380.000.000 e Romametropolitane che li valuta in 450.000.000 di euro ai prezzi attuali. Infatti nella scheda illustrativa del progetto si dice una cosa che non era stata affermata nello specifico incontro di approfondimento del 22.2.2012 in Municipio: il finanziamento dell’opera avverrà con “trasferimento di aree di proprietà comunale (da reperire) a favore del futuro Concessionario, sulle quali rendere possibili operazioni di valorizzazione immobiliare”. Cioè non basterà la densificazione della centralità di Romanina per finanziare l’opera ma verranno cementificate altre aree comunali che verranno regalate al futuro concessionario.
Insistere nel voler imporre un’opera inadeguata che il territorio rifiuta è segno di insensibilità democratica che la dice lunga sulla capacità e
la volontà di ascolto dell’Amministrazione comunale".

 


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