Proposta per il limite di 30 km/h nel centro di Roma per ridurre incidenti ed inquinamento

Carlo Buttarelli (Git): “Per far rispettare il limite di velocità sarà necessaria l'installazione di autovelox nelle zone coinvolte”
di Francesca Romana Antonini - 2 Settembre 2009

Sta già facendo discutere non poco l’idea di alcune amministrazioni locali che ipotizzano di stabilire a 30 km/h il limite massimo di velocità raggiungibile per automobili e scooter in alcune strade del centro.

La proposta mira all’ampliamento delle cosiddette “Zone 30”, ovvero quelle aree con un limite di velocità inferiore ai 50 km/h previsti dal Codice della Strada nelle aree urbane, con lo scopo di far diminuire l’inquinamento e di evitare gli incidenti causati dalla velocità, ritenuta talvolta inadeguata al tipo di strada.

Un’opzione che si trova sul tavolo di discussione di parecchie amministrazioni locali di importanti capoluoghi: sono infatti interessati all’idea il Comune di Roma, quello di Milano, di Bologna, di Padova e di diverse altre città alle prese con problemi di traffico.

Un’ipotesi che è ancora passibile di modifiche e non vincolante, ma che ha tuttavia scatenato reazioni contrastanti tra i cittadini e tra i vari responsabili del traffico.

Nella Capitale, si è aperto un dibattito che ha visto il parere positivo del comandante del Gruppo Intervento Traffico (Git) di Roma Carlo Buttarelli, che ha definito utile l’idea, facendo ricordare come in diverse zone della Capitale vige già il limite dei 30 km/h, le cosiddette zone di pedonalizzazione privilegiata (Zpp), che si trovano ad esempio a Trastevere, nel rione Campitelli, nel rione Monti e altre zone del centro ed altre zone come via del Corso nel tratto da piazza Venezia a largo Chigi. “Suppongo che questo provvedimento – afferma Carlo Buttarelli – miri ad allargare il limite ad altre aree ma per essere efficace serviranno controlli stringenti e l’installazione di autovelox”.

Rimane invece di tutt’altro avviso il responsabile dell’associazione dei diritti dei pedoni Vito De Russis, che ha parlato di inutilità dell’iniziativa affermando – “È una trovata inutile, solo propagandistica che non risolve affatto il problema della mobilità né di Roma né del suo centro storico”.

Per il responsabile dell’Ufficio Degrado Urbano dell’UDC Città di Roma Mario Galli “La proposta dell’Assessore Marchi è una vera boutade. Il limite imposto è il passo abituale delle autovetture romane all’ora di punta, abbassare il limite significa creare il traffico dove il traffico non c’è – continua Galli – L’inquinamento, gli incidenti, il traffico nella città non si limitano con divieti e le giungle di autovelox, ma dando un motivo valido per lasciare l’automobile a casa, ovvero investendo seriamente nel trasporto pubblico – conclude Galli – assicurando ai cittadini un servizio degno di un paese civile”.

La decisione finale verrà presa per fine mese, fino ad allora potrebbero essere apportate modifiche e aggiunte diverse novità riguardo le scelte che verranno fatte dalle varie amministrazioni, la tendenza però sembra proprio quella di voler rallentare il traffico in zone ritenute “cruciali” per la viabilità.

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Si partirà dal centro, ma l’idea è quella di “voler estendere il limite anche in periferia”, conclude Marchi – destando in particolare la preoccupazione di numerosi automobilisti romani.

Per quanto riguarda le altre città italiane? A Milano le Zone 30 esistono già, come intorno all’Arco della Pace, ma anche in questo caso l’intenzione della giunta Moratti è quella di estenderne i confini. “Oltre alle aree completamente pedonali che abbiamo intenzione di allargare nelle zone storiche e dello shopping – ha detto l’assessore Edoardo Croci – stiamo lavorando alle aree residenziali e alla creazione delle condizioni per cui chi non ci abita non ci passa”.
Anche a Torino, dove da tempo il quartiere Santa Rita è Zona 30, si parla di sperimentazione e a Bologna, tra quindici giorni, l’assessore Simonetta Saliera incontrerà i quartieri per discutere dei punti sensibili e strategici della città che potrebbero essere interessati dal nuovo piano per la mobilità. Ancora più determinate le città del Nord-Est. A Padova si parla di estendere l’attuale limite a nuovi quartieri e a Verona, dove il limite dei 30 km/h è in vigore nel centro storico e in qualche altra strada limitrofa, il sindaco Flavio Tosi ha affermato anche la necessità di mettere pattuglie dei vigili con l’Autovelox, oltre ai cartelli 30 km/h.

L’unica città che non aderisce all’iniziativa rimane Firenze. Qui “non pensiamo di inserire ulteriori limitazioni alla velocità nel centro storico – ha assicurato l’assessore Massimo Mattei – forse per paura che possa accadere di nuovo quanto successe negli anni ’80, quando il Comune provò ad abbassare il limite a 30 km/h e la rivolta dei fiorentini fece cadere la giunta”.


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