Proposte per la sicurezza e la legalità

Le opinioni del Vicepresidente del VII municipio e di un cittadino

L’opinione del vicepresidente del VII municipio

In una lettera inviata al giornale, il vicepresidente del VII Municipio, Giuseppe Liberotti, spiega: “il nostro municipio ha sempre mostrato una forte sensibilità sulla tematica della sicurezza e legalità, ne è prova l’attivazione di uno sportello d’aiuto per la prevenzione dell’usura al Borgo Don Bosco, le iniziative sul tema della prostituzione e l’ottimo e proficuo rapporto di collaborazione con Polizia di Stato, Carabinieri e VII Gruppo Polizia Municipale. Ma, alla luce di questa problematica, che viene, inoltre, percepita in modo amplificato dai cittadini creando sempre più un clima di paura ed insicurezza, ritengo sia di primaria importanza dare ulteriori risposte che consentano di ricreare un tessuto sociale come unico e vero antidoto ai fenomeni criminali. Ritengo necessario – sostiene – trovare una forma stabile, a livello municipale di affrontare le problematiche connesse alla legalità, una sorta di servizio che possa contenere più sportelli e, nello stesso tempo, attivare processi di partecipazione di diversi protagonisti, professionisti e volontari su tale materia. In sintesi, una struttura sulla tematica della sicurezza che dipenda da un municipio, e che sia stabile, agile e non burocratizzata, che abbia una sede possibilmente decentrata dal municipio e con orari che favoriscano la partecipazione, che abbia un suo fondo che ne consenta un reale e durevole funzionamento e che gli operatori siano composti da personale del municipio. La sicurezza e la legalità – prosegue – sono problematiche che non si possono improvvisare e soprattutto che richiedono il coinvolgimento di tutto il tessuto sociale disponibile”.
Da questo presupposto si comprenderebbe l’importanza di offrire risposte concrete a coloro che sono stati oggetto di violenze o ingiustizie, a coloro, attraverso il sostegno e la prossimità del territorio di appartenenza. Lo Sportello unico per Liberotti potrebbe diventare lo strumento principe, per colmare le richieste di aiuto di persone che vivono lo stato di insicurezza. Per lui le risposte potrebbero essere nell’erogazione di servizi pubblici pensati per tutti coloro che hanno bisogno di sentirsi meno soli. Sportelli di sostegno: alle vittime di reati, agli immigrati, a tutela dei diritti dei consumatori o del difensore civico. Servizi da affiancare all’osservatorio sulla sicurezza e la legalità, lo strumento in grado di attivare e favorire processi di informazione, aggregazione, e analisi delle problematiche specifiche di quel territorio e sostenuti dalle nuove tecnologie.
“Un progetto ambizioso e impegnativo, ma d’altronde – conclude Liberotti – anche la “sicurezza” se non la prima è una grande priorità della comunità”.

Giuseppe Liiberotti
Vicepresidente del VII Municipio

L’opinione di un cittadino

"Desidero esporre la mia indignazione, per il servizio del TG5, sul blitz antiprostituzione sulla Togliatti, andato in onda nella serata di martedì 4 settembre. Ho trovato da brividi, il filmato, che riprendeva il fermo di alcune prostitute minorenni che, come tutti i giorni ,si trovavano fin dal mattino a battere i marciapiedi vicino al mattatoio. Il fermo sembrava un inseguimento “stile americano”: vigili urbani che arrivavano, ragazze che scappavano e quelle trattenute con la faccia rivolta alla rete, riprese fisse dalla telecamere e tartassate dalle domande del giornalista. Naturalmente, in questa smania di “reality show” non poteva mancare l’invito del vigile urbano alla ragazza sorpresa “al lavoro” :aoh, arzete sti pantaloni!” e il pianto disperato di lei che sosteneva di essere stata malmenata più volte dal suo “datore di lavoro”. Chiaramente le altre domande del giornalista, erano sull’età delle ragazze che rispondevano di essere maggiorenni e di tenere tutti i soldi per sé, poi smentite dal vigile che chiariva come fossero tutte minorenni e come i soldi del loro “lavoro” andavano in mano agli sfruttatori. Poi le riprese si sono spostate sulla Salaria, dove le telecamere scovavano un anziano in compagnia di una prostituta, a cui il vigile chiedeva : “aoh, ma che stavi a fa dentro qua machina? Mica ce vorresti dì che te stavi a misurà ‘a pressione?”.
Ma la chicca era nella chiusura del servizio, quando, finalmente, una prostituta ripresa in pieno viso (il volto dell’anziano era chiaramente oscurato, ma chissà per quale motivo quello delle ragazze no) mentre veniva caricata dalle forze dell’ordine, mandava a quel paese il giornalista. Questo è il mio sfogo e il mio pensiero. Capisco che l’Italia da pochi giorni si sia scoperta il paese della caccia alla streghe e ai lavavetri, ma un po’ di decenza credo non guasterebbe. Di proposte e teorie, anche su questo giornale, ne sono state argomentate parecchie, come quella lanciata da Antropos e dal comitato “Case rosse”. Ma forse, in questa città, spesso è più importante puntare allo spettacolo che risolvere le situazioni".

Simone Migliorato

 

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