Pullman ora e sempre – Belgio Docet – Precisazione versus precisazione – Porte aperte ai capiclan

I Fatti e i Misfatti di settembre 2011 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 19 Settembre 2011

Pullman ora e sempre

"La Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini – hanno pubblicato i giornali – ha noleggiato per sé un pullman del pubblico servizio e si è recata a protestare, sotto il Ministero per gli Affari regionali, contro i tagli del Governo".

Benissimo. Ora c’è da augurarsi che la Presidente Polverini decida di servirsi, anche per i suoi normali spostamenti istituzionali, dei pullman di linea del pubblico servizio quotidiano (prezzo un euro per un’ora e mezza) invece che delle abituali lussuose "auto blu" (prezzo – tra uso, riparazioni, autista, benzina – centinaia e centinaia di euro, in media, per un giorno): il problema dei tagli del Governo alla Regione Lazio, così, sarebbe sentito – meglio di niente – sicuramente già meno.

Belgio Docet

"Da un anno – ha ricordato Nicola Porro su "Espansione" – il Belgio non ha un Governo, eppure il suo debito sta calando e il suo prodotto interno lordo sta crescendo".

Stranamente vero. E allora vuoi vedere che, alla fine, la formula magica sia proprio questa?

Precisazione versus precisazione

"Poste Italiane" – ha tenuto a precisare il suo ufficio-stampa ad un lettore del "Corriere della sera" – continua a consegnare la corrispondenza anche il sabato e non si è affatto trasformata in una banca d’affari".

Adotta Abitare A

Sia permessa, con tutto il rispetto e con tanto di francobollo virtuale, una precisazione alla precisazione. Il sabato, come risulta dalle numerose e giuste lamentele che continuano ad essere pubblicate nelle rubriche dei lettori di tutti i giornali, ormai da tempo il postino non suona più due, ma nemmeno una volta. E, poi, molte succursali di "Poste italiane" non solo sono – eccome – filiali di una innegabile banca d’affari, ma sono – addirittura – un mercatino paesano dove si vendono libri di ogni genere, oggetti vari e – come è accaduto qua e là a Roma – perfino biglietti di lotterie e di "gratta e vinci". L’ufficio-stampa di "Poste italiane", allora, farebbe bene, prima di inviare precisazioni dal chiuso delle sue stanze, a farsi un giretto nelle varie succuirsali. Senza fare le lunghissime ed estenuanti file, magari, alle quali sono troppo spesso costretti i suoi disgraziati utenti."

Porte aperte ai capiclan

"Il capoclan Antonio Pelle è potuto fuggire dall’ospedale dove era stato ricoverato – è la notizia – perché non era stato piantonato". "Il fatto – ha tenuto a precisare il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni – è che, in regine di arresti domiciliari, non è previsto alcun piantonamento costante".

Buono a sapersi. Ora tutti i capiclan – così come Antonio Pelle – troveranno il modo di darsi malati, si faranno ricoverare in ospedale e, ad un certo punto, se ne torneranno tranquillamente alla loro latitanza perché, quando decideranno di lasciare il loro "letto di dolore", nessuno starà lì a bloccarli. Né un piantone in divisa e neppure un infermiere in camice bianco. Alla faccia della inflessibile lotta alla criminalità organizzata. Molto organizata.

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