Puzza nauseabonda dal Depuratore Acea Roma Est

Affligge gli abitanti da Colli Aniene fino a Casal Bruciato
di F. Acerbetti - 26 Luglio 2009

Foto: 1- Depuratore Roma Est nel 1989; 2- nel 1992 tra il Depuratore e le case di Colli Aniene iniziano i lavori per realizzare una fascia con alberi e verde che sarà inaugurata nel 1996

Una puzza acre ed insopportabile si è diffusa per diverse notti consecutive da Colli Aniene, propagandosi su Via Tiburtina almeno fino al quartiere di Casal Bruciato. Non bastava il forte disagio causato dal gigantesco incendio sviluppatosi nell’autodemolizione di Pietralata: a questo è seguito quello dei miasmi originati dal cattivo funzionamento del depuratore dell’ACEA “Roma Est”, sito in Via degli Alberini, che per anni ha fatto parlare di sé.

Se ne accorsero con angosciosa sorpresa negli anni settanta, coloro che si trasferirono nel nuovo quartiere di Colli Aniene: da quell’impianto proveniva, oltre al rumore ininterrotto, giorno e notte, intervallato da suono di sirene, soprattutto una puzza indescrivibile.

Il loro sogno di una casa confortevole subì proprio un brutto risveglio quando presero coscienza che nelle vicinanze dei loro fabbricati si annidava un grosso problema. Si trattava del depuratore ACEA che fino dalla sua entrata in funzione negli anni precedenti, aveva fatto scoppiare le risentite proteste degli abitanti di Ponte Mammolo e dintorni.

A testimonianza di ciò, una scritta a caratteri cubitali giganteggiava su un muro, ora scomparso, che fiancheggiava la Tiburtina, all’angolo di Via Grotte di Gregna, che diceva: “Il depuratore Roma Est deve funzionare!”

Numerose furono le rimostranze e allorquando giunsero al culmine con un sit-in davanti i cancelli della fastidiosa struttura, si arrivò – non senza tribolazione – alle rassicurazioni ed a qualche provvedimento con l’erogazione di qualche miliardo dell’epoca; il rumore si attenuò, come si attenuò anche il lezzo, ma questi non cessarono mai del tutto.

La gente però è paziente, nel senso proprio della parola: patisce cioè, ed alla fine preferisce tacere; per pura rassegnazione.

Infatti, benché siano passati tanti anni e tanti lavori di amplimento siano stati portati a termine, tutte le notti o quasi, ad una cert’ora, da Ponte Mammolo, a seconda del vento, il fetore ha continuato ad espandersi dintorno rendendo l’aria irrespirabile.

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Questo, se d’inverno è un accidente poco sentito perché rimediabile con la chiusura di porte e finestre, d’estate non può che procurare disagio e talvolta autentica sofferenza.

Ora il fenomeno si è riproposto e fortemente come agli inizi, reso ancora più insopportabile a causa di vari fattori concomitanti, come l’incendio dell’autodemolizione di Pietralata e la grande calura che incombe sulla nostra città.

Si confida che l’Acea, il Comune, l’Asl Rmb e il V municipio si adoperino per accertare i fatti e per tutelare la salubrità e la qualità dell’aria che i cittadini respirano?


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