Quale futuro per il trenino della Casilina?

Municipio e Comitati chiedono di mantenere una linea su ferro, ma molti restano i nodi da sciogliere
di Sergio Scalia - 7 settembre 2015

Da Lunedì 3 agosto il trenino della Casilina fa capolinea alla stazione di Centocelle.  Secondo il comunicato dell’ATAC la sospensione del servizio fino al precedente capolinea di Giardinetti è motivata dalla necessità di realizzare una stazione davanti all’ingresso della Metro C “Parco di Centocelle” per favorire il trasbordo dei viaggiatori che intendessero raggiungere Porta Maggiore o Termini-Laziali con il trenino. In questo periodo sono stati effettuati interventi di manutenzione sui binari per eliminare situazioni di pericolo in alcuni tratti.

A settembre riprenderà la pressione del V Municipio e dei Comitati di cittadini per ottenere una risposta e un progetto concreto sul futuro di questa linea, che tutti ritengono non debba essere smantellata e sostituita con altri bus inquinanti sulla Casilina.

Trenino CasilinaFerma restando la necessità di mantenere una linea su ferro, occorre stabilire come rinnovare l’attuale servizio fornito da trenini con oltre 25 anni di vita, che percorrono binari su una massicciata ferroviaria. Il servizio delle ferrovie concesse gestito da ATAC è finanziato dalla Regione, la quale ha già deciso nel piano investimenti di finanziare la ristrutturazione di ferrovie come la Roma-Ostia e la Roma-Viterbo, che per lunghezza della linea e territori attraversati, assumono le caratteristiche tipiche di ferrovie extraurbane, mentre per la Roma-Giardinetti non è previsto alcun finanziamento aggiuntivo e la Regione si è detta disponibile a cederla al Comune a seguito di un progetto di utilizzo, altrimenti si rischia il progressivo smantellamento.

Per questo il Consiglio del Municipio Roma 5, nella seduta del 19 maggio 2015, ha approvato all’unanimità la mozione n. 12, con cui si chiede “Al Sindaco e agli Assessori competenti in materia di avviare un tavolo tecnico con il Municipio per la sistemazione superficiale, nonché il riutilizzo di questa importante linea ferrotranviaria”.

Sul progetto di sistemazione e di trasformazione della linea e sul suo prolungamento futuro esistono diverse ipotesi in campo, che vanno confrontate anche alla luce della disponibilità di fondi comunali, regionali ed europei.

Quasi tutte le proposte avanzate concordano sulla necessità di trasformare la massicciata ferroviaria, che rappresenta una cesura invalicabile tra due parti del territorio, in una sede asfaltata, come avviene per la corsia tranviaria sulla via Prenestina, perché ciò consentirebbe il passaggio di mezzi d’emergenza, piuttosto frequenti vista la presenza del Pronto soccorso dell’Ospedale Vannini.

In questo processo di risistemazione, si pensa anche di ricavare una pista ciclabile lungo la via Casilina, in quel quadro di potenziamento della mobilità ciclistica presente nel nuovo progetto del GRAB (Grande Raccordo Anulare Bici).

Il confronto resta aperto sul tipo di mezzo da utilizzare sui binari, se di tipo ferroviario o di tipo tranviario, fermo restando che ogni progetto dovrà prevedere un rinnovo dell’attuale parco vetture ormai inadeguato.

Se si vuole mantenere il carattere ferroviario della linea, si potrebbero acquistare mezzi con lo stesso scartamento ferroviario, già utilizzati in altre città come Sassari, dove operano su tratti asfaltati e non su massicciate. Non sarebbe così necessario cambiare binari e linee aeree, anche se il percorso ferroviario resterebbe soggetto a tutte le normative e ai permessi rilasciati dall’USTIF, l’Ufficio del Ministero dei Trasporti che controlla la sicurezza sulle linee ferroviarie.

Se si pensa di trasformare il trenino in linea tranviaria, come propone anche la mozione del Municipio, si possono utilizzare i Jumbo tram in dotazione all’ATAC, ma occorre sostituire interamente sia i binari, sia la linea aerea, perché incompatibili con quella attuale, ma l’intero percorso sarebbe gestito dall’azienda comunale e la linea si potrebbe collegare a Porta Maggiore con gli altri binari fino a Termini o, in futuro, con la deviazione Pigneto-Prenestina, come ipotizzato dall’ex Assessore Improta.

A questa difficoltà di scelta si aggiunge un problema di carattere sindacale, perché gli attuali macchinisti del trenino, guidando treni e non tram,  percepiscono un’indennità ferroviaria aggiuntiva, che perderebbero se la linea diventasse tranviaria e dovrebbero scegliere se passare alla Roma-Ostia e Roma-Viterbo o perdere l’indennità.

Una volta deciso il tipo di mezzo da mettere sui binari, si apre la discussione sull’allungamento della linea, che, secondo un progetto ATAC potrebbe arrivare a Tor Vergata, passando per Torre Spaccata, anche se tutto è condizionato al reperimento dei fondi necessari. Una richiesta dei Comitati è anche quella di prolungare la linea fino a Termini, spostando l’attuale capolinea dei Laziali.

A febbraio il Comune ha chiesto un finanziamento europeo di 700 milioni per realizzare 7 linee tranviarie nella città e tra queste è indicata la linea “Pigneto”. Si tratta quindi di approfondire la conoscenza dei progetti e di utilizzare questo canale per reperire i fondi necessari, in assenza di impegni regionali o comunali.

Infine non è ancora chiara la decisione di ATAC sul ripristino o meno delle otto fermate soppresse da Centocelle a Giardinetti, nel tratto del trenino oggi servito dalla Linea C della Metropolitana, anche se la politica aziendale è sempre stata contraria al mantenimento di linee su ferro che facciano lo stesso percorso della Metro, lasciando attive solo quelle linee bus che possano entrare nei quartieri e collegarli con le fermate della Metro. Nel momento in cui ATAC dovesse decidere la chiusura definitiva del tratto parallelo alla metropolitana, si aprirebbe un nuovo percorso sui progetti di allargamento viario, di sostituzione di rotatorie ai semafori a 4 tempi di Alessandrino e Tobagi e di percorsi ciclopedonali attrezzati nel tratto interessato.


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