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Quale sorte per il cornetto “notturno”?

I commercianti potranno chiedere la deroga fino alle 2 di notte per evitare la chiusura dell'1 voluta da Alemanno
di Valentina Faraone - 8 Marzo 2009

Niente panico dunque. Il cornetto notturno per “la gente della notte”, come il buon Jovanotti cantava decenni or sono, è ancora la gustosa conclusione per i nottambuli della Capitale. Ma da chi è stato messo in pericolo l’innocente croissant che più di regalarci qualche etto di bontà non ha mai commesso nulla di grave?

La settimana scorsa il Sindaco Alemanno aveva dichiarato che dal 15 marzo non sarebbe più stato possibile a Roma comprare o asportare cornetti e pizzette dopo l’una di notte. Motivo? Il Sindaco credeva che lasciare a pancia vuota i suoi concittadini e milioni di turisti che ogni anno visitano Roma e adottano la tradizione del cornetto notturno sarebbe stato un buon deterrente per riportare i nottambuli a casa prima e limitare così la movida.

Ovviamente il malcontento si è fatto subito sentire: i rivenditori di “dolcezze” e i proprietari dei laboratori che regalano profumi inebrianti che innescano subito il famoso “languorino” hanno dichiarato guerra a suon di cornetti e pizzette e kebab.

Preoccupato per le proteste il Sindaco ha dovuto subito fare marcia indietro e dichiare: “I laboratori artigianali che vendono cornetti e gelati potranno chiedere una deroga alla chiusura prevista per le due di notte. La tradizione del cornetto notturno non andrà perduta nella nostra città”. Il cornetto è salvo dunque, ma ad una condizione: entro le due tutti i bar esercizi commerciali e laboratori artigianali dal 15 marzo chiuderanno alle 2 di notte. Ma una possibilità è stata concessa: “tutti i veri laboratori artigiani, quelli che hanno la produzione interna, potranno chiedere la deroga per allungare l’orario di vendita” ha dichiarato Alemanno. E qui la domanda nasce spontanea: chi mai deciderà di non chiedere la deroga? Inoltre, come succede di solito in Italia, la burocrazia si farà sicuramente desiderare e le deroghe tarderanno ad arrivare. Nell’attesa i centri commerciali e i bar che rimarranno chiusi, in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, come recupereranno gli introiti mancati?

Nell’ultimo periodo si parla sempre di più del pericolo nelle città, di quanto si rischi a scendere in strada, della  paura ogni volta che ci si  ritrova da soli a fare, anche solo, 100 metri. Sicuramente la soluzione non è limitare le occasioni di socialità come il cornetto romano, che nulla causano se non il piacere del palato.

Probabilmente investire maggiormente in iniziative che portano le persone ad uscire di più, creare modalità di socialità come incontri culturali, mostre e spettacoli in strada, danno modo a chi si trova a camminare da solo, di non sentirsi solo.

Quindi signor sindaco, invece di inventare nuovi modi per farci rincasare prima, crei nuovi eventi per farci uscire di casa!


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