Quando il Comitato di quartiere stipava l’auditorium del Sacro Cuore con 300 persone

Federico Carabetta - 8 Luglio 2020

Appena apparso il più recente articolo sul Depuratore ACEA, leggo il post di un collianiense che propone un esposto a non si sa chi, ed una class action chiedendosi “Una volta il Comitato di quartiere si faceva promotore di tali iniziative, ora non si sente più e non si capisce il motivo”.

Rispondo. C’era una volta il Comitato di Quartiere Colli Aniene; ora evidentemente non c’è più e toccherebbe farne un altro ad hoc. Dico “non  c’è più”  rammaricandomi, perché il vecchio Comitato prendeva iniziative e faceva cose che oggidì neppure  sogniamo,  mentre il governo municipale diventa un’entità sempre più lontana con la quale non c’è più dialogo.

Il vecchio Cdq, ricordiamolo, era capace di trascinare periodicamente il governo circoscrizionale (ora municipale) nel quartiere, con maggioranza e opposizione. Quell’anziano signore dai capelli bianchi, che non si sa come e quando era stato designato presidente, tutto solo e pedibus calcantibus, girava tutto il quartiere per affiggere avvisi e convocazioni nei portoni per stipare l’auditorium del Centro Sacro Cuore di almeno 300 persone  e con una moderatrice convincente in Suor Lidia Abbate. E qui il Colazza mandava in bestia con “il conto della spesa” l’allora presidente Loredana Mezzabotta di buona memoria, ed anche poi il Caradonna.  Così il vecchio Comitato, nella persona di Ermenegildo Colazza, riusciva a farsi seguire, anche attraverso le due pubblicazioni storiche di Colli Aniene di cui distribuiva copie nei negozi, nelle cassette delle lettere, in tutto il quartiere. Una delle lotte più accese del Cdq– dobbiamo dire riuscita a quel tempo – è stata per  avversare il Depuratore ACEA che una volta venne addirittura assediato dai dimostranti ed un’altra volta fu posto sotto sequestro giudiziario per le irregolarità.

Ora purtroppo tutto è cambiato: il buon Vincenzo Pasetti è scomparso da anni e sono ormai in pochi a ricordarlo sulla sua inseparabile bicicletta a raccogliere notizie e distribuire “AbitareA”. Ora il mensile “L’Aniene è” non c’è più e Colazza, ancora più incanutito fa prevalentemente il nonno; i pionieri di Colli Aniene sono … tramontati, e le nuove generazioni sono distratte da altre cose trovando comodo sfogo in sterili e ripetitivi post su Facebook che lasciano il tempo che trovano. Ora, l’unica pubblicazione canonica seguita  è “AbitareA” ma, dai post che leggo, desumo che la gente legge sempre di meno; io sono 85enne e stanco di ripetere la solita storia del pastore, e nelle nuove generazioni c’è solo chi si aspetta che siano altri a togliere le castagne dal fuoco.

 

Federico Carabetta


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  1. Ermenegildo Colazza ha sempre amato il suo quartiere ed è (stato?) colui che contatta(va) le istituzioni personalmente rompendo le scatole costantemente a tutti. Devo però confutare quanto scritto nell’articolo: il vecchio CDQ fu creato come associazione di volontariato a costi zero e il gruppo che lo creò elesse Lino Di Rubbo presidente. Colazza fu nominato presidente onorario in rispetto della sua precedente atività pur se sempre inconcludente, ovvero non portava a risultati tangibili. I componenti del vecchio CDQ Colli Aniene erano molto attivi e ben organizzati. Ognuno aveva coompiti precisi ed obiettivi da raggiungere, Colazza compreso. I rapporti con altre realtà associative nel quartiere erano intense e costanti nella ricerca di espansione delle nostre attività. Ricordate la festa dei 40 anni? Non mancava il volantinaggio e l’uso intenso di canali comunicativi come internet e testate giornalistiche locali e non. Insomma vorrei dare a cesare quel che è di cesare.

    • Federico Carabetta


      L’elezione del Di Rubbo è recente ed attiene agli ultimi atti di un comitato sorto con la nascita del quartiere e che si staccò da un precedente comitato, durato pochissimo, perché non intendeva esprimersi sulle manchevolezze del nuovo quartiere e disallinearsi in questo modo con la sinistra.
      In merito alle richieste di denaro per iscrizioni, contributi e varie, il vecchio Cdq, in ossequio allo spirito originario di un Comitato di quartiere, non ha mai chiesto e /o ricevuto soldi da chicchessia e non ha creato, come il nuovo Cdq, il sistema delle sponsorizzazioni. Il nuovo Cdq, e questo dovrebbe dirla lunga, sin dall’inizio, si è attivato per introitare e gestire denaro, tant’è vero che si è subito premurato di iscriversi all’Agenzia delle Entrate.

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