

Una riflessione a margine di un articolo di questo giornale e di una replica allo stesso
Registro il rammarico e il dispiacere che ha suscitato la "foto" che ho fatto nel mio articolo sull’ultima seduta di consiglio, alla maggioranza che governa il nostro municipio. Anche se più che con me la consigliera Fannunza e la sua maggioranza dovrebbe polemizzare soprattutto con il consigliere del Pdl Figliomeni di cui ho raccolto la rovente dichiarazione.
La consiglera dice la verità quando parla di un tetto di 16 gettoni….. ma la dichiarazione di Figliomeni voleva dire tutta un’altra cosa e poi i permessi retribuiti non hanno niente a che fare con i compensi. La verità, che la Fannunza astutamente omette, è questa: una seduta di Consiglio, anche se dura una mezzoretta, dà il diritto al permesso retribuito per l’intera giornata e quindi con 3 sedute settimanali si collezionano oltre 12 assenze dal lavoro. Mentre le sedute di commissione danno il diritto solo a permessi orari a cui si aggiungono i tempi di percorrenza per recarsi al proprio posto di lavoro.
Per il resto staremo a vedere se Figliomeni manterrà il suo proposito e di andare avanti con quanto ha a noi dichiarato.
Noi riferiremo ai nostri lettori, come meglio sapremo.
Intanto vorrei riportare il contributo di un consigliere del Municipio di Roma 2 Alessandro Ricci che contiene spunti che meritano una riflessione:
"Le competenze dei Municipi sono minime e non vi sono i mezzi finanziari e di organico per attuarle. Per la manutenzione stradale c’è un tizio di nome Proizzi che non trova i soldi per la vernice e fa le strisce a metà e questo è tutto l’ufficio tecnico. La dirigenza di quell’ufficio, nobilitata da un ingegnere cui tocca fare il verbalizzante in commissione LL.PP ,si occupa senza autonomia, di pratiche di ascendenza Comunale. La maggior parte delle attività sono di ufficio; si fa soprattutto lavoro anagrafico. La scuola, il commercio etc. rispondono a regole comunali. Al massimo si potrebbe riunire il Consiglio per discutere del bilancio (che è partecipato e non autonomo, quindi un semplice momento di condivisione). L’altro momento politico qualificante sarebbe la discussione del Piano Sociale di Zona. E basta, al massimo 4 o 5 riunioni. Invece per cinque anni si fanno in media due consigli a settimana e tre giorni di commissioni per un costo mensile di 20-30 mila euro al mese che con le spese accessorie (cancelleria, personale, elettricità, etc.) possono arrivare a 50-60. In un anno fa 600-700 mila. Per cinque anni fa 3-4 milioni di euro. Se questa cifra, moltiplicata per diciannove, la riversassimo per le strade, le scuole, eventi culturali etc. chissà cosa si potrebbe fare! Purtroppo i Municipi si sono consolidati come produttori di consenso e clientele politiche, a questo soprattutto servono. Secondo me ci sono solo due strade e sono molto nette: o si dà ai Municipi autonomia amministrativa e competenze chiare o si chiudono. Al momento propenderei per la seconda ipotesi. A questo scopo penso che sia il caso di procedere a un chiarimento, anche per comprendere l’orientamento, sempre che ce l’ abbia, della attuale dirigenza comunale, a tal senso propongo di presentare una mozione che richieda l’abrogazione dei Municipi nella forma attuale. Che ne pensate? "
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