Quanto una norma può entrare nella sfera privata e intima?

Giovanni Rossello - 29 Aprile 2020

Una mattina ci siamo svegliati con una forte limitazione della libertà individuale e d’impresa, emanata dal Governo per l’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus.

Drasticamente sono cambiate le nostre abitudini, sono crollate le nostre certezze e tutto quello che fino al giorno prima facevamo ed era normale, da quella mattina era diventato un reato penale o amministrativo.

Il fatto più inquietante è che non si può stendere la mano per un saluto ad un amico, fare una carezza, dare un abbraccio, per non parlare di un bacio. Tutto questo ha generato una sottile diffidenza anche fra le persone care, laddove un gesto di passione e affetto può diventare veicolo di contagio.

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Tutti questi provvedimenti sono stati presi per la salvaguardia della salute dei cittadini e nel contempo è stato fatto un decreto Cura Italia con mille norme e regolamenti. Tutte queste norme non hanno curato nessuno, anzi hanno peggiorato tutte quelle nostre paure e incertezze trasformandole in un macigno che pesa sulle nostre spalle e sul mondo del lavoro; senza contare che chi trasgredisce ha sanzioni molto pesanti.

Ho sempre pensato che una norma regola i rapporti tra persone, ne regola i contratti, ma la domanda che mi faccio spesso è: quanto una norma può entrare nella sfera privata e intima della nostra personalità per autoregolarci nella nostra intimità?

Ritengo si debba fare una forte riflessione in quanto in un attimo può cambiare tutto il percorso della nostra vita, generando dubbi, preoccupazioni e ansie sulle incertezze di ciò che sarà domani. Ma dobbiamo avere la forza di continuare a pensare e a credere che ne usciremo più fortificati di prima, apprezzando di più quei piccoli gesti d’affetto e con una voglia di crescere sia sotto il profilo lavorativo che sociale, per il benessere di ciascuno di noi.

Giovanni Rossello


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  1. Un bell’ articolo scritto col cuore, grazie, Giovanni.

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