Quarticciolo. La vita attorno a un tavolo del Teatro delle Ariette

Anteprima della stagione 2020/21 Il primo progetto speciale del triennio
Redazione - 2 Settembre 2020

Il Teatro Biblioteca Quarticciolo, in collaborazione con il Municipio V – Roma Capitale, presenta, come anteprima della stagione 2020/21, il progetto speciale Quarticciolo. La vita attorno a un tavolo ideato con Paola Berselli e Stefano Pasquini del Teatro delle Ariette: una residenza artistica che vede la compagnia in dialogo con le famiglie del Quarticciolo e dei quartieri limitrofi; spettacoli dal vivo nei Cortili del Quarticciolo (Teatro Naturale? Io, il couscous e Albert Camus, 10/13 settembre ore 20.30); la realizzazione di un documentario a firma del regista Alberto Caviglia con proiezione sulla facciata di un palazzo di Piazza del Quarticciolo (27 settembre ore 21.00). Posti contingentati a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.

Dopo un lungo periodo di assenza, il Teatro riapre le proprie porte trasformando il quartiere in un’isola festosa e conviviale, dove vige ancora la regola del distanziamento fisico, ma non quello sociale.

Quattro Cortili del Quarticciolo, grazie a tavolini, ghirlande luminose, canne, pentole e verdure si trasformano in immaginari caffè mediterranei per ospitare gli spettatori, accolti dalla compagnia che, servendo loro vino, mandorle, focaccia, avvia la preparazione del couscous. Gli spettatori, secondo il regolamento emergenziale Covid-19, siedono ai tavoli organizzati con posti alternati e numerati come in una immaginaria mini platea teatrale. Comincia così TEATRO NATURALE? Io, il couscous e Albert Camus (10/13 settembre ore 20.30), il racconto della piccola odissea di Stefano Pasquini: durante l’estate del 1978, a 17 anni, seguendo l’amore, ha attraversato in un lampo 50 anni di cultura e di storia del Mediterraneo (l’Italia degli anni di piombo, la Spagna della Guerra Civile e poi della dittatura di Franco, l’Algeria colonia francese e poi in guerra per l’indipendenza), ha mangiato per la prima volta il couscous e ha scoperto Lo straniero di Albert Camus.  Al termine di ogni performance, condividendo il couscous, la compagnia (di cui fa parte anche Maurizio Ferraresi) chiede informalmente agli spettatori racconti sul tema dello “straniero” e su chi volesse ricambiare l’invito, e ospitarla nella propria casa per un pranzo o una cena. Incontri organizzati ma anche casuali, nelle case e nel quartiere, rubati dalla telecamera del regista e sceneggiatore Alberto Caviglia, che ha lavorato come assistente alla regia e collaboratore di Ferzan Ozpetek a partire dal 2006, continuando a partecipare ad altri progetti cinematografici e televisivi. (http://sosiapistoia.it/component/sobipro/533-alberto-caviglia?Itemid=0).

Restituzione pubblica del Documentario, Piazza del Quarticciolo, 27 settembre ore 21.00 avviene in un’atmosfera di festa, in uno spazio trasformato in cinema all’aperto, con un grande schermo per la proiezione sulla facciata di un palazzo della piazza. L’ambiente circostante è valorizzato con ghirlande luminose, tavolate e cibo cucinato e servito dalla compagnia e dallo staff del Teatro in un’ottica di mutualità per “restituire” agli spettatori il gesto di ospitalità che oltre a essere stato ricevuto ha costituito il vero incipit del progetto. La proiezione oltre alla visione live nel quartiere è proiettata successivamente in streaming sulle pagine social del Teatro Biblioteca Quarticciolo.

Parallelamente alla comunicazione ufficiale del nostro teatro, è stato pensato un progetto speciale di comunicazione che prevede la creazione di REQ, Redazione meticcia temporanea del Quarticciolo, a cura di Luca Lotano (Teatro e Critica), aperta a tutti, migranti e abitanti del quartiere. Il pulsante REQ registra le voci, i pensieri, le immagini del quartiere attorno al teatro e alla biblioteca all’insegna di una comunicazione di tipo orizzontale. Altra incursione nel periodo di residenza è affidata a Radio Frammenti con Memorie dal futuro. Il quartiere che vorrei, un audiocumentario, ideato e realizzato da Maria Genovese, che utilizza la radio in modo itinerante a partire dal backstage del documentario di Caviglia, in dialogo con gli abitanti e i luoghi del territorio.

Sia il documentario che l’audiocumentario saranno messi online sui social del teatro e successivamente raccolti nei contenuti digitali della sezione archivio del sito www.tbqvoices.com.

“Obiettivo principale e generale del progetto – secondo la Direzione del Teatro Biblioteca Quarticciolo – è la legittimazione di una comunità allargata, quella degli abitanti del quartiere che si fonde con gli spettatori fidelizzati del teatro, forte e bisognosa di relazioni umane sincere che solo certe pratiche teatrali possono favorire e garantire; e che l’epoca che stiamo vivendo richiama come necessari e urgenti ancor più di prima. Teatro delle Ariette “docet” nella costruzione immediata ed empatica di Comunità. Negli ultimi quattro anni la compagnia è stata ospite costante della nostra programmazione creando attorno a sé un folto pubblico trasversale, dai giovanissimi alle generazioni più anziane, tanto da considerarsi e da essere considerata come una delle compagnie che ha trovato la sua casa romana nel nostro teatro. Altro obiettivo, conseguente al primo, è di trasformare l’intero quartiere nel luogo della Festa, sia nelle singole “cene spettacolo” previste nelle diverse location sia e soprattutto nella serata finale dove il documentario verrà proiettato quasi a voler ‘monumentalizzare’ storie qualsiasi di quotidiane resistenze e di lotta. Riuscire in questa finalità significherebbe per noi provare che si può e si deve affinare una metodologia di lavoro che presuppone l’incontro tra accreditate realtà nazionali e/o internazionali (Teatro delle Ariette, Alberto Caviglia) e contesti municipali difficili ma non impossibili da coinvolgere perché diventino partner attivi di una progettualità ambiziosa.


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