Quella voragine in via Marco Simone aperta dall’aprile del 2012 e non ancora riparata

Il tratto, di competenza del V municipio, che collega la zona provinciale di Setteville Nord (Guidonia Montecelio) al comune di Roma, è rimasto chiuso al traffico
di Manuel Marchetti - 24 Gennaio 2013

Aprile 2012. E’ stato questo il periodo, in cui la strada principale di via Marco Simone, che collega la zona provinciale di Setteville Nord (Guidonia Montecelio) al comune di Roma V municipio, è stata chiusa al traffico per non essere ancora riaperta. La causa è semplice quanto inquietante: il manto stradale ha ceduto e vi si è aperta una voragine di notevoli dimensioni, un metro e mezzo circa di lunghezza e profondità mentre di un metro la larghezza.

La domanda sorge spontanea, perchè?

Diversi sono stati i sopralluoghi da parte degli addetti del comune di Guidonia Montecelio, sollecitati da varie chiamate dei residenti per visionare la lesione del manto stradale. Occorre precisare che il punto in cui si è aperta la voragine ricade nel territorio e quindi nelle competenze del V municipio che, pur sollecitato più volte dal comune di Guidonia finora non è intervenuto per una soluzione definitiva del problema.

Intanto il tempo continua a passare e fra tre mesi quel cantiere a cielo aperto compirà un anno. Tutto questo ritardo ovviamente rimane avallato dal fatto, che tramite un "percorso alternativo" ci si può immettere nuovamente su via Marco Simone.

Nonostante il tratto chiuso riguardi solo 350 metri, su un totale di 5 chilometri di strada, i problemi che ne derivano sono molteplici. legati soprattutto al traffico intenso inevitabile su una strada principale. Un ulteriore punto da non trascurare è che Via Tivoli, la strada interna utilizzata come alternativa, è priva di marciapiedi, fattore per il quale circolare a piedi è diventato maggiormente rischioso di quanto fosse prima. Ultimo, ma non meno importante, è il tasso degli incidenti decisamente in crescita, dato che nelle vie interne la segnaletica stradale, fatta di incroci, limiti di velocità, stop e dare precedenza, diventa più un suggerimento che un insieme di obblighi ben precisi da rispettare.

Tutto questo scenario contribuisce ad aggravare questa situazione di disagio già pesante di suo.

A distanza di un anno la questione rimane irrisolta, senza che vi siano certezze nè da parte del comune nè da parte dei cittadini, tra i quali negli ultimi mesi sta prendendo corpo il dubbio, che il danno possa diventare più oneroso di come si presenti già e che i lavori di riparazione assumano tempi indecorosi. 


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