Categorie: Cronaca Politica
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Tutto quello che c’è da sapere sul caos rifiuti a Roma

Le polemiche infuocate sul neo assessore all'ambiente Paola Muraro

Già all’indomani delle ultime elezioni romane nessuno avrebbe puntato un solo centesimo su un futuro fatto di sano e pacifico dibattito maggioranza-opposizione. Del resto, se in una Capitale allo sfascio vince il candidato che urla contro la corruzione e l’inciucio, che promette rottamazioni e rotture di sistema e giura di voler ribaltare la città, la pace dei sensi è l’ultima cosa che ci si aspetterebbe.
Lo ha scoperto molto presto Paola Muraro, neo assessore all’Ambiente travolta nelle ultime settimane da almeno tre polemiche infuocate che hanno fatto vacillare non poco la credibilità sua e dell’intera Giunta Raggi.

Il curriculum

L’ultima questione in ordine di tempo è stata una “svista” presente nel curriculum presentato ad Ama prima e al Campidoglio poi. In un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, l’ingegnere Paolo Rabbiti ha smascherato l’errore: nella dichiarazione risulta che Muraro abbia lavorato per la Procura di Napoli per costruire l’impianto accusatorio del processo nato dall’emergenza rifiuti. “Ma – dice Rabbiti, che è stato consulente di molte procure – lei fu consulente di una controllata di Impregilo che gestiva il ciclo rifiuti in Campania”. Come a dire che a quel processo lei lavorò, ma per l’altra fazione in gioco. Cosa di non poco conto, visto che tale esperienza giovava alla figura morale tanto cara ai 5 Stelle, ma irrilevante da un punto di vista penale.

paola_muraroTelefonata con Buzzi

Due settimane fa è balzata all’attenzione della cronaca una intercettazione tra Paola Muraro e Salvatore Buzzi in cui il ras delle coop di Mafia Capitale chiedeva all’ex consulente Ama a che punto fosse una pratica relativa ad un appalto da 21 milioni di euro. Il documento risale al settembre del 2013, e non avendo avuto rilevanza penale era stata trascurato. Ma alcuni hanno osservato come la telefonata possa svelare un ruolo in Ama di Muraro che potrebbe andare molto al di là di quello di un semplice consulente esterno, visto che Buzzi per ottenere informazioni si rivolge direttamente a lei e non a figure interne alla municipalizzata romana. Buzzi è intervenuto dal carcere in difesa dell’ex consulente Ama, dicendo che “Vogliono farla fuori dalla giunta”, e che le telefonò perché “bisognava aprire le buste e lei si occupava di verificare che ci fosse tutto il necessario”.

Rocca Cencia

In una delle sue prime uscite da Assessore – smartphone in mano pronta alla diretta facebook – Paola Muraro ha dichiarato di voler pensare alla riattivazione del tritovagliatore di Rocca Cencia, che oggi è gestito in affitto da una società legata a Manlio Cerroni. Il 90enne, che oggi è in attesa di una sentenza per associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti, è ritenuto essere il re della monnezza romana: ha gestito per anni Malagrotta, e ha vinto appalti milionari con Ama. In passato, oltre ad essere consulente per Ama, la Muraro ha lavorato per una società che ha vinto appalti per 39 milioni di euro relativi allo smaltimento dell’immondizia capitolina.

Si è parlato di un presunto conflitto d’interesse, e la questione si è fatta più spinosa perché intrecciata col rifiuto (è il caso di dirlo) da parte della Regione Umbria e di alcuni comuni del basso Lazio di smaltire rifiuti provenienti dalla Capitale. L’idea era stata proposta dalla giunta Raggi ed è poi rientrata in seguito alle reazioni degli umbri.


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