Quest’Imu alla Chiesa non s’ha da fare – Abuso di democrazia – Violenta, violenta, tanto…

Fatti e misfatti di gennaio 2013 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 13 Gennaio 2013

Quest’Imu alla Chiesa non s’ha da fare

"Tutti coloro i quali hanno visto variare i dati relativi al possesso di un immobile sottoposto ad Imu – è venuta conferma dal Ministero dell’Economia – dovranno presentare una dichiarazione entro la fine di febbraio".

Tutti coloro i quali? Nemmeno per idea. Non dovrà infatti presentarlo la Chiesa. Perché – si è saputo – il Ministero dell’Economia non ha ancora perfezionato il decreto che stabilisce le caratteristiche di quel modulo di dichiarazione che dovrà tenere conto delle peculiarità dei nuovi soggetti da tassare. E, quindi, della Chiesa. Ma il motivo di questo ritardo che, con tutta probabilità, consentirà ai beni commerciali ecclesiastici di saltare un altro anno di Imu? Bocche cucite. "Dire non possumus" – viene risposto nei piani alti del Ministero dell’Economia – e, cioè, non possiamo dire. Forse, chissà, potrebbero dirlo – o, meglio, confessarlo – il Ministro in persona Corrado Passera o quel "prezzemolino" Andrea Riccardi il quale, a forza di andare e venire, ha ormai consumato l’asfalto che divide il Palazzo Chigi del suo ex "premier" Mario Monti dal Palazzo apostolico dei suoi amici cardinali. Ancor più, anzi, potrebbe dirlo proprio l’ex "premier" Mario Monti il quale, benché ancora alla guida del Governo della Repubblica per gli affari correnti, ha già buttato alle ortiche la sua terzietà e la sua laicità. E il quale, per cercare di assicurarsi ancor più l’appoggio elettorale di certi monsignori e cardinali, non ha esitato ad ospitare generosamente, nelle sue liste, uomini di provata fede. Di provata fede loro: di certi monsignori e cardinali.

Dar Ciriola asporto

Abuso di democrazia

"Nella prima giornata di presentazione dei simboli e delle liste per le prossime elezioni politiche – ha fatto sapere il Ministero dell’Interno – si è già arrivati ad oltre cento".

Viva la democrazia, certo, ma a quanti si arriverà, alle sedici di domani, quando scatterà il termine per la presentazione? Soprattutto, poi, quali simboli e quali liste saranno stati presentati? Tra quelli presentati fino a ieri sera, ad esempio, "Democrazia, natura e amore", "Partito dei poeti in azione", "Democrazia atea", "Partito internettiano", "Movimento autonomo europeo autotrasportatori", "Partito dei pirati", "Forza Roma", "Forza evasori", "Piazza pulita" e perfino "Io non voto". Che saranno esaminati e valutati prima dall’Ufficio elettorale del Viminale e poi dall’Ufficio centrale nazionale presso la Cassazione, d’accordo, ma che, intanto, stanno lì a testimoniare come si possa prendere in giro, in questo Paese, anche la democrazia.

Violenta, violenta, tanto…

"Identificato e fermato dalla polizia – è avvenuto a Bergamo – un kosovaro di 33 anni, il quale si era reso colpevole di violenza sessuale nei confronti di una giovane incinta, è ora, per decisione del giudice per le indagini preliminari, agli arresti domiciliari".

Forse, però, sarà lui stesso a chiedere di essere rinchiuso in galera perché, appena appresa la decisione del magistrato, una notevole folla si è radunata sotto la sua abitazione e ha cercato di farsi giustizia alla Far West di una volta. Ma ritornerà sui suoi passi il giudice per lm indagini preliminari al quale sarebbe sembrato giusto non impiccarlo ad un albero, per carità, ma non chiuderlo nemmeno in prigione? E il Presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro, rimasta giustamente turbata – come donna – dalle accuse rivolte da Silvio Berlusconi contro tre "sue" magistrate, vorrà finalmente esprimere il suo autorevole sdegno – anche come donna – per questo incredibile trattamento di favore riservato da un giudice ad un feroce violentatore senza scrupoli? O farà finta, così come l’Associazione nazionale magistrati, di non avere visto né sentito neppure questo grave fatto dopo avere fatto finta di non avere visto né sentito che 110 pericolosi "boss" potrebbero uscire dal carcere per un clamoroso incredibile errore di un "suo" giudice nel motivare la sentenza di condanna? L’augurio è che si convinca a dire qualche cosa, su episodi così stupefacenti, almeno il Consiglio superiore della magistratura. Non tanto in nome del popolo italiano quanto per il buon nome di certi operatori di giustizia. 


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