Quote rosa, polemiche su motivazioni sentenza Tar

Campidoglio: "da Tar inesistenza vincoli numerici per composizione giunta". Cirinnà - Azuni: "motivazioni TAR accolgono impostazione culturale e politica nostra iniziativa"
Enzo Luciani - 26 Luglio 2011

Il 25 luglio il TAR del Lazio ha depositato le motivazioni della sentenza sulle “quote rosa”, il cui dispositivo, emesso il 15 luglio scorso, ha condotto al secondo rimpasto di giunta. "Dalla lettura di queste motivazioni – fa sapere Simone Tubolente, portavoce del Sindaco Alemanno – emerge compiutamente ciò che Roma Capitale ha sempre sostenuto, vale a dire l’inesistenza di un criterio numerico cui fare riferimento per la composizione della Giunta capitolina. Si legge, infatti, nel testo della sentenza che “lo Statuto rimette al Sindaco il giudizio sull’equilibrata composizione della Giunta e il compito, quindi, di attuazione della presenza equilibrata dei sessi”. Inoltre, subito dopo, il TAR stesso scrive che “lo Statuto ha volutamente evitato l’introduzione di parametri numerici fissi” e che questi parametri “non possono essere recuperati in sede di interpretazione della norma”. Alla luce di queste motivazioni, quindi, da un lato il TAR ha indicato come insufficiente a garantire l’equilibrio fra i sessi la presenza di una sola donna in Giunta e per questo annullando la precedente composizione della esecutivo capitolino, ma dall’altro ha riconosciuto la non esistenza di una percentuale fissa di donne in Giunta. Per questo, la nuova composizione della Giunta con l’ingresso di una seconda donna, la dottoressa Sensi, e la attribuzione dell’importantissimo ruolo di vicesindaco all’assessore Belviso, va nella direzione di rispettare le indicazioni del TAR facendo salvo il diritto-dovere del Sindaco di essere lui a scegliere la composizione adeguata della Giunta. Appare, quindi, del tutto strumentale, alla luce proprio delle considerazioni espresse dal TAR, il nuovo ricorso presentato dal alcuni esponenti dell’opposizione».

Non sono d’accordo la Presidente e la vice-presidente della commissione delle Elette Monica Cirinnà e Gemma Azuni: "Le motivazioni depositate dal TAR del Lazio – ribattono le consigliere – accoglie non solo i nostri motivi di ricorso ma anche l’impostazione culturale e politica posta alla base della nostra iniziativa. Il TAR sancisce a chiare lettere l’inderogabilità della norma dello Statuto del Comune di Roma e nello specifico quanto previsto dall’art.5, quale democratico limite al potere del Sindaco di formare la giunta.
L’equa rappresentanza di genere per il legislatore migliora il livello di governabilità come previsto dall’art. 51 della Costituzione e dalle norme successive. A maggior ragione per Roma che ha recepito tali norme nel proprio statuto comunale.

Come avevamo detto sin dall’inizio non si tratta solo di ‘quote rosa’ ma di qualcosa di più importante. Secondo il TAR per governare bene serve un equilibrio sostanziale tra donne e uomini e non solo nella Giunta di Roma ma anche nei vertici dirigenziali degli uffici comunali e aziende comunali. Quindi le motivazioni del TAR evidenziano l’illeggittimità del nuovo provvedimento di formazione della Giunta. Infatti il Sindaco ha provato nella nuova ordinanza a motivare con la sola attribuzione del ruolo di vice-sindaco il riequilibrio della presenza dei due generi.

Il Sindaco in questa seconda ordinanza ha omesso di illustrare le ragioni che gli consentirebbero di garantire una presenza davvero equilibrata con solo due donne. Ma questo, ha specificato il TAR, non può essere fatto poichè le motivazioni sono espresamente previste".


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