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Recovery Plan, Roma dimenticata: solo 500 milioni

Dal Recovery Plan poche risorse per gli investimenti necessari al rilancio di Roma, praticamente zero per metropolitane e ferrovie della Capitale che pure ne aveva chiesti per la mobilità 12, poi scesi a 9. Tutte opere da inserire nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

I fondi previsti invece – 500 milioni – saranno sufficienti solo per realizzare la contestata funivia Casalotti-Boccea, per la tranvia sulla Togliatti, (già oggetto di un altro finanziamento), e forse per il tram su via dei Fori imperiali o la TVA (Termini-Vaticano-Aurelio).

Restano fuori le linee della metro: quelle che la città attende da tempo, nevralgiche per il sistema del trasporto pubblico romano.

Per Roma, ha affermato Draghi “il Pnrr prevede un’iniziativa ‘caput mundi’ da 500 milioni di euro per valorizzare il patrimonio storico della città”, e ha ricordato che il Pnrr “permette investimenti che sarebbero stati impossibili e impensabili fino a pochi giorni fa. Tutto il piano è un investimento sul futuro e sulle nuove generazioni”.

Una riconferma quindi dell’amore e delle attenzioni verso la capitale che da sempre hanno contraddistinto pressoché tutte le forze politiche quelle oggi al governo e quelle che lo erano ieri. E la sprovvedutezza e lo scarso peso politico dell’attuale maggioranza capitolina (per niente sostenuta in questo frangente dai pentastellati al governo, e non da oggi).

Molte promesse, pochi miseri fatti.

Ed ecco alcune delle prime reazioni politiche

“Degli oltre 200 miliardi di euro del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, più i quasi 200 miliardi di scostamento di bilancio, cui vanno sommate le poste delle ultime due leggi di bilancio, il presidente del Consiglio Draghi, che è anche romano, ha destinato alla Capitale d’Italia 500 milioni di euro. Comprensivi incredibilmente anche dei fondi straordinari per il Grande Giubileo del 2025. Il tutto sotto un titolo altisonante che forse ha lo scopo di riparare il danno: Caput Mundi” –  così il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia. “Il Governo – ha aggiunto – insieme a tutte quelle forze politiche che a parole dicono di voler strappare Roma al suo declino, riserva alla Città Universale 500 milioni, cifra pari a una sola rata su trenta che ogni anno la Capitale paga per rientrare del debito maturato prima che fosse operativo il Patto di stabilità varato da Bruxelles. Per questo i romani pagano l’Irpef più alta. Raggi dovrebbe andare a Palazzo Chigi e dire: Roma non ha bisogno di carità, l’Italia chiede una capitale locomotiva, che rimetta in cammino i suoi asset economici e faccia la sua parte per far crescere il Pil nazionale”.

“Dei 10 miliardi di euro (circa) previsti per Roma Capitale (e Giubilare) dal governo Conte bis sono rimasti i 500 milioni (e spiccioli) del pacchetto cosiddetto ‘Caput Mundi’, gli unici salvati dal governo Draghi. Tutto il resto pare sia stato cancellato o comunque rinviato alle linee di finanziamento tradizionali della manovra di bilancio. Ma il Recovery Plan era senz’altro più congeniale per rilanciare la Capitale proprio – sottolinea il senatore di Forza Italia Francesco Giro – per la sua impostazione fortemente innovativa, tesa alla transizione ecologica, alla rigenerazione urbana e all’efficientamento energetico. E invece nulla è più previsto per ammodernare il ciclo dei rifiuti che da problema potevano finalmente diventare, all’interno dell’ottica del Recovery, una grande risorsa per la vita dei cittadini romani e una bella opportunità di sviluppo economico e di nuovi posti di lavoro. Con i fondi del Recovery si potevano costruire almeno due nuovi impianti Tmb per trattare l’immondizia indifferenziata. Per non parlare poi dei fondi, anch’essi azzerati, per la metro C e D e per l’Alta Velocità Roma-Fiumicino. Ma la ciliegina sulla torta, anzi la beffa finale, è aver infilato la realizzazione della funivia Casalotti-Battistini che da sola ci costerà 212 milioni. Se Conte non ebbe il coraggio di finanziarla con i soldi europei invece Draghi lo ha fatto cancellando tutto il resto e lasciando appunto i 500 milioni del Caput Mundi per ripulire parchi, ville storiche e itinerari religiosi. Un pò pochino direi!”


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