Recuperata alberata lecci in Trinità dei Monti

Nell’ambito di un programma di riqualificazione storico-vegetazionale per il recupero del verde di pregio
Enzo Luciani - 5 Giugno 2012

Tornano i lecci in viale Trinità de’ Monti. La vecchia alberata, decimata da un attacco di cerambice che dal 1990 al 2003 ha colpito gli alberi secolari, è stata ripiantata dall’Ufficio alberate del Servizio Giardini nell’ambito di un articolato programma di riqualificazione storico-vegetazionale che mira al recupero di tutto il verde di pregio.

«Dopo i lavori di bonifica della vegetazione infestante che per decenni aveva nascosto una delle più belle viste sui tetti della Capitale, oggi continuiamo gli interventi di riqualificazione con l’implementazione dell’alberata», dichiara l’assessore all’Ambiente, Marco Visconti, che ha visitato il cantiere insieme al responsabile delle alberate romane, Augusto Burini, e al direttore del Servizio giardini, Fabio Tancredi. «Complessivamente stiamo mettendo a dimora 16 lecci dell’età di 30 anni circa che hanno un’altezza di circa 3 metri e mezzo.

Contemporaneamente – spiega l’Assessore capitolino – il Servizio Giardini ha rimosso le ceppaie che insistono lungo tutto il marciapiede, grazie all’utilizzo di un macchinario trincialegna non invasivo, particolarmente adatto per operare nelle ville storiche e sui marciapiedi, dove è impossibile utilizzare una scavatrice». «Le opere di piantumazione, del valore di 40 mila euro, saranno completate venerdì – spiega Visconti -. Allo stesso tempo sarà chiuso definitivamente il cantiere di messa in sicurezza dei pini ultracentenari di Villa Borghese, dove sono stati rimossi 103 alberi pericolosi mentre 2 di quelli già destinati all’abbattimento sono stati messi in sicurezza con tecniche diverse. Venti i pini di oltre 10 metri d’altezza già messi a dimora nel comprensorio della Villa; per piantare gli altri il Servizio Giardini attenderà la stagione fresca, più propizia per l’attecchimento delle radici».

«I lecci di viale Trinità de’ Monti provengono dallo stesso vivaio romano che ha fornito i pini di Villa Borghese e i Platani di viale Tor di Quinto – aggiunge Augusto Burini -. Si tratta di un vivaio specializzato in piante di pregio e d’età matura che, in più, garantisce per 2 anni la manutenzione e la sostituzione delle piante che non dovessero attecchire». «Gli interventi proseguiranno in tutta l’area del Pincio dove già stiamo realizzando importanti opere di messa in sicurezza delle alberature – conclude Fabio Tancredi – e dalla prossima settimana avvieremo il re impero di tutti i viali, recuperando l’antico brecciolino».

Le alberate di viale Trinità de’ Monti, messe a dimora già nei primi anni del ‘900, furono attecchite dal cerambice, che dal 1990 al 2003 ha invaso e divorato anche la lecceta di Villa Borghese. Il Cerambice è un grande coleottero con lunghe antenne che mangia letteralmente il legno. Nel decennio scorso decimò letteralmente i bellissimi lecci di via Pinciana, di viale Bruno Buozzi, di Villa Borghese. Le sue larve, grandi e voraci, scavano grandi gallerie ovali nei tronchi delle querce (roveri, roverelle, cerri, lecci) da cui scende un trito di segatura rossastra. Purtroppo contro questo parassita non esistono rimedi efficaci, almeno in città. Nei Parchi invece i picchi che si nutrono delle sue larve, mantengono sotto controllo l’infestazione da cerambice. Nel contesto urbano la stessa funzione, in modo molto ridotto e solo in particolari condizioni, viene svolta dai passeri, per questo è importante calibrare bene tutti gli interventi eseguiti sul verde pubblico, in modo da non danneggiare la catena alimentare che assicura la sopravvivenza di tutte le specie animali.


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