Recupero e valorizzazione della Cervelletta al tempo del Covid 19

Una Nuova Mission inserendo il Complesso all'interno dei piani nazionali e regionali di sviluppo
Antonio Barcella - 10 Agosto 2020

Quattro associazioni territoriali modificano la loro azione per il Casale della Cervelletta passando dalla rivendicazione alla proposta, sperando che quest’ultima possa risvegliare l’interesse dei cittadini e, soprattutto, quello di chi è preposto alla tutela e alla salvaguardia dei beni della comunità. Uniti per la Cervelletta, Vivere a Colli Aniene, Università Popolare Michele Testa e Agezia di Quatiere di Tor Sapienza disegnano e sostengono una Nuova Mission per la Cervelletta: Recupero e Valorizzazione del Casale Fortificato al tempo del Covid 19.

Il Complesso storico della Cervelletta (torre del 1300 e casale del 1500) è di proprietà del Comune di Roma dal 2001. Da allora il Complesso non è mai stato oggetto di manutenzione. In questi ultimi anni è stato lasciato nel più profondo degrado, nonostante gli obblighi di tutela di cui gode. Ora finalmente sarà messo in sicurezza. Ciò è stato reso possibile grazie all’impegno costante negli anni delle Associazioni del territorio ed in particolare al voto di 14.065 cittadini nell’ambito della Campagna FAI“I Luoghi del Cuore” del 2018, che lo scelsero come bene da salvare.
Ma la messa in sicurezza, fondamentale per non perdere questo monumento, non può e non deve bastare.
Gli oltre 2.000 mq di spazi potenzialmente utilizzabili del Casale, posti all’interno della Riserva Regionale Naturale della Valle dell’Aniene, periferia Est della Città di Roma, devono ri-vivere e sperabilmente diventare una occasione di rilancio del territorio, senza perdere di vista il dovere della tutela architettonica, ambientale e culturale dei luoghi. Il Casale va reso nuovamente fruibile per i cittadini e va diffusa la memoria storica degli avvenimenti che lo hanno visto protagonista, in particolare alla fine dell’800, epoca in cui la Cervelletta divenne sinonimo di importanti innovazioni e centro propulsore di sviluppo economico in campo agricolo con la tecnica delle “marcite”, in campo sanitario con la cura della malaria e sociale con l’istituzione delle prime “scuole contadine” della campagna romana.

Dalla Pandemia ad una Nuova Prospettiva di Sviluppo Economico, Sociale e Culturale
La pandemia, con i problemi e i gravi lutti che ha comportato, può ora diventare occasione di crescita, per ripensare il lavoro e lo sviluppo non più in contrasto con l’ambiente, rivedendo radicalmente il modello di sviluppo attuale che mostra sempre più i suoi limiti e la non sostenibilità.
L’Europa, già prima del Covid, aveva già messo a punto una strategia di crescita, il “Green New Deal (GND)”, che ri-orienta lo sviluppo finanziando progetti economicamente sostenibili con la decarbonizzazione dell’economia, l’economia circolare, il supporto all’imprenditoria giovanile e femminile, la riduzione dell’uso della plastica e la sua sostituzione con materiali alternativi, nonché la rigenerazione urbana, il turismo sostenibile, l’adattamento e la mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico e, in generale, programmi di investimento e progetti a carattere innovativo e ad elevata sostenibilità ambientale e che tengano conto degli impatti sociali.
Con l’introduzione, a seguito della pandemia, del “Recovery Fund” (ribattezzato “Riparare i danni e preparare il futuro per la prossima generazione europea”, attualmente in via di perfezionamento), l’Europa batteva un secondo importante colpo, predisponendo un piano molto corposo che dovrà rendere l’Ue più verde, più digitale e più resiliente.

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Una nuova Missione per la Cervelletta
E’in questo nuovo contesto che la Cervelletta, con il suo borgo ormai quasi del tutto diroccato, può trovare una sua collocazione specifica. Il Casale in questi ultimi decenni ha perso il suo importante ruolo nel tessuto sociale ed economico dell’allora Agro Romano. La periferia di una grande capitale europea, non può trascurare un asset del territorio così importante, tutelato da vincoli architettonici e paesaggistici, immerso in una bella riserva naturale e “guardiano” di una area umida di straordinario pregio alle porte di Roma. Alla Cervelletta va assegnata una nuova missione, rispettosa dell’ambiente in cui si trova e degli indirizzi europei menzionati. Una missione che faccia leva sulle sue evidenti ricchezze architettoniche, culturali ed ambientali, oggi messe pericolosamente in ombra. Il Casale, con il suo borgo, deve tornare ad essere nuovamente, per tutto il suo antico territorio motore culturale, sociale ed economico, per fornirgli quelle cure di cui ha profondamente bisogno.
Di fronte al piano straordinario di interventi che si profila, il Governo nazionale, la Regione Lazio e Roma Capitale hanno l’obbligo di pensare una Mission di “innovazione e sviluppo verde, digitale e di resilienza” da attribuire al “Colosseo di Roma Est”.
Tutto ciò potrà avvenire inserendo il Complesso della Cervelletta all’interno dei piani nazionali e regionali di sviluppo che verranno presto approntati per realizzare le politiche europee di cui si è accennato.
La Cervelletta potrebbe svolgere, ad esempio, una funzione di congiunzione e di servizio tra il mondo della formazione, dei cittadini e del territorio e delle migliori realtà laziali e nazionali della ricerca, sviluppo e sperimentazione dei servizi per l’ambiente e la cultura.
Affidiamo queste considerazioni in particolare ai “decisori” della cosa pubblica regionale e comunale per aprire tempestivamente il dibattito sul tema del recupero e valorizzazione della Cervelletta e non si perda una occasione unica di rilancio del Casale, come parte del piano di rilancio della periferia est di Roma Capitale.

 

 

Antonio Barcella


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