Recupero patrimonio ambientale

Alcuni detenuti di Rebibbia l'8 dicembre hanno lavorato per rendere più pulita Roma
di Maria Giovanna tarullo - 9 Dicembre 2009

Il Comune di Roma e l’ Ufficio detenuti del Dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria capitolina, in occasione della Festa dell’Immacolata Concezione lo scorso 8 dicembre, hanno voluto donare a circa settanta detenuti della sezione maschile e femminile del carcere di Rebibbia, un’occassione per passare una giornata diversa fuori dalle mura del penitenziario, concedendo loro il compito di lavorare per rendere migliore la propria città.

L’operazione «recupero patrimonio ambientale» coordinata dal magistrato Sebastiano Ardita, che guida la Direzione generale detenuti del Dap, era stata già sperimentata nella giornata di Ferragosto, con una prima «uscita» prevista per ridonare splendore alle aree verdi del Tiburtino. Questa volta le aree da rimettere in sesto assegnate ai detenuti sono state: quella dei Fori Imperiali, all’altezza di largo della Salara Vecchia e quella del Parco della Caffarella, all’altezza di largo Tacchi e Venturi.

I settanta spazzini "particolari" hanno imbracciato scope e palette per le cinque ore previste di uscita, dalle 7.30 alle 12.30, ricevendo una paga di 7,50 euro. Ma l’importante per i detenuti non è la paga, bensì l’attestato promesso dal Comune. Un documento, che dichiara l’impegno del detenuto nelle attività di recupero del patrimonio ambientale e lavori di pubblica utilità, messa in atto dalla direzione generale dei detenuti e del trattamento del Dap, che potrebbe permettere loro di trovare un vero lavoro una volta scontata la pena.

Per altri ancora non è l’attestato il vero motivo della partecipazione, visto che sul loro foglio di matricola c’è scritto «Fine pena mai». E’ questo il caso dei cinque ergastolani presenti nel gruppo. Si tratta di reclusi già rodati con i permessi esterni e con le uscite dal carcere, volenterosi di rendersi utili alla società. A vigiliare su di loro, garantendo le condizioni di ordine e sicurezza pubblica, vi erano gli agenti di polizia penitenziaria, poichè l’intero progetto (che presto riguarderà anche l’Expo di Milano) al minimo problema, verrebbe sospeso.

Nel corso della loro giornata di lavoro, i detenuti hanno ricevuto la visita del Sindaco di Roma Gianni Alemanno, che si è impegnato nel ripetere l’iniziativa anche a Natale.

«L’obiettivo di questo progetto – spiega l’ispettore Vincenzo Locascio, coordinatore delle attività dei detenuti all’esterno degli istituti di pena – è creare una cerniera tra il mondo dei liberi ed i detenuti per rendere il carcere utile alla società». Iniziative del genere sono state organizzate in passato, in altre città e l’utilizzo dei reclusi non si limita soltanto alla pulizia di aree e parchi. L’estate scorsa, per esempio, un gruppo di detenuti del carcere di Palermo lavorò all’allestimento di trappole per catturare i «punteruoli rossi», gli insetti che attaccano e distruggono le palme».


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