Rediviva, un’editrice che crea ponti tra la cultura romena e quella italiana

“Non si abita un Paese, si abita una lingua. Una patria è questo, e niente altro.“ Emil Cioran, filosofo, scrittore e saggista romeno
Alina Monica Turlea - 29 Gennaio 2021

Un progetto audace e un’unica missione: avviare e sostenere un dialogo interculturale come ponte tra due popoli, il romeno e l’italiano. L’idea nasce al Centro culturale italo-romeno di Milano (www.culturaromena.it), fondato nel 2008 e si concretizza grazie al lavoro di appassionata dedizione dei traduttori e dei redattori della Casa editrice italo-romena REDIVIVA di Milano che realizza il pensiero del grande filosofo romeno Emil Cioran “Non si abita un paese, si abita una lingua. Una patria è questo, e niente altro.“
Vengono così pubblicati da REDIVIVA EDIZIONI, dal 2012 anno della fondazione, in italiano, romeno o bilingue, “Quaderni Romeni”, “Memorie”, “Spiritualità” che raccolgono  90 manoscritti in alcune delle collane. Nel corso degli anni vengono poi fatte numerose donazioni a biblioteche, fondazioni, associazioni italiane, come l’opera “Storia della Transilvania” di Ioan-Aurel Pop e Ioan Bolovan e  vengono anche distribuite gratuitamente in 50 biblioteche italiane, nelle università o in diversi dipartimenti culturali per mettere in risalto la ricchezza di cultura e tradizioni della Romania, gli scambi del patrimonio di conoscenze tra i due Paesi, le concomitanze e partecipazioni ad eventi storici, al precipuo scopo di promuoverne di nuovi. Ideatrice e realizzatrice di questo progetto editoriale è stata la dott.ssa Violeta Popescu che sostiene convinta essere questo il modo per incrementare nuovi progetti culturali e di comunicazione  “come testimonianza di una convivenza serena e di un arricchimento reciproco.”

La missione di Rediviva

“Forse è arrivato il momento di rimuovere le frontiere fra le parole: tutti noi, italiani o stranieri, nativi o migranti, veniamo da un luogo lontano, molto più lontano di quanto ci ricordiamo, e questo mondo è la nostra casa. Tutti noi, non importa se abitiamo vicino o lontano, ci troviamo costantemente di fronte alla sfida rappresentata dal senso della diversità nell’unità.”

Con questa missione la Casa editrice crea ponti tra la cultura romena e quella italiana attraverso opere di alto livello come “L’identità romena” di Ioan-Aurel Pop, il presidente dell’Accademia Romena di Bucarest, nella traduzione di Violeta Popescu, oppure “Romania. Un viaggio nella memoria” della studiosa e tradutrice Ida Garzonio, “Diario della felicità” (trad. Gabriella Bertini Carageani) di Nicolae Steinhardt il quale scriveva: «Noi ci costruiamo da soli l’eterno essere, ma questa eternità – inferno o paradiso – è la variabile di ciò che facciamo. Goccia dopo goccia, giorno dopo giorno, attimo per attimo, azione dopo azione, gesto dopo gesto […]”, oppure nella stessa collana “Spiritualità”, “La Chiesa Ortodossa dopo la Seconda Guerra Mondiale” di Violeta Popescu, etc. La collana “Quaderni romeni” invece ospita i più grandi autori della letteratura romena come Liviu Rebreanu con “Adamo ed Eva” nella traduzione di Davide Arrigoni, 2015, oppure “La Ciuleandra” nella traduzione di Alina Monica Turlea e Alessio Colarizi Graziani, etc. Nell’anno 2020 con tutte le sue vicisitudini, Rediviva Edizioni pubblica un Annuario, la quinta edizione, (la prima nel 2012),  in cui scrittori italiani (Armando Santarelli con “La storia di Mirella”), giornalisti (Federico Carabetta dalla testata “Abitare a Roma”), interviste con l’ambasciatore di Romania in Italia George Gabriel Bologan, Ioan–Aurel Pop, testimonianze di scrittori romeni, traduttori, professori di lingua e cultura romena in Italia e poeti che scrivono i propri versi nella lingua del paese di adozione, tutti insieme hanno intrecciato un legame forte e indissolubile tra le due culture le quali non hanno mai smesso di esistere una per l’altra, come due sorelle latine  che hanno mantenuto un legame particolare fondato sulla condivisione della discendenza atavica e della cultura latina e non solo, sempre una a fianco dell’altra.

La cultura ha il potere di rimettere sulla buona strada i rapporti tra due Paesi, un terreno ricco ma che occorre nutrire di continuo. Promotrice del legame che unisce le due nazioni sorelle è la testata giornalistica Abitare a Roma che dedica ampio spazio alla diffusione della cultura romena in Italia e Federico Carabetta dice: “Con questo mio modesto contributo voglio dare un impulso ancora più vigoroso alla (ri)costruzione di questo ponte ideale e al (ri)stabilire i forti antichi legami tra Italia e Romania: non basta mettere in comune opere di arte, letteratura o tradizioni e proporre occasioni per condividerle tra le comunità italo-romene; bisogna diffondere tra gli italiani la conoscenza dell’intera storia della Romania, in particolare quella che è stata nascosta.”

Ed è proprio attraverso l’impegno di giornalisti come Federico Carabetta, studiosi come Rosa Del Conte ed Ida Garzonio oppure Ioan-Aurel Pop, scrittori come Armando Santarelli, traduttori e collaboratori italiani e romeni si può ritrovare, come afferma la dott.ssa Violeta Popescu “la gioia di una ritrovata comunità spirituale, data dal rispetto per l’altro e per i valori culturali condivisi.”


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