Regione Lazio, accordo con AiBi per progetto “Bambini in comune… insieme per il Kosovo”

Verso la cultura dell’accoglienza, previsti gemellaggi solidali tra città italiane e paesi esteri
di Vittorio di Guilmi - 20 Dicembre 2011

È stato sottoscritto nella mattinata di ieri lunedì 19 dicembre, presso la Sala degli Arazzi in Campidoglio, l’accordo quadro di collaborazione tra la Regione Lazio e l’Associazione amici dei bambini (Ai.Bi), per la promozione e l’attuazione del progetto “Bambini in comune… insieme per il Kosovo”. L’intesa prevede l’attivazione di gemellaggi solidali tra città italiane e i paesi esteri in cui l’associazione opera, con il preciso obiettivo di diffondere la cultura dell’accoglienza familiare e la sensibilizzazione sull’emergenza dell’abbandono minorile. Tra le attività individuate dal progetto, la realizzazione di incontri formativi sugli strumenti di cittadinanza attiva (con particolare attenzione per il sostegno a distanza) ed eventi pubblici di raccolta fondi sul territorio nazionale. Tutte le attività si propongono di offrire uno spazio sia di riflessione che di azione sul problema dell’abbandono facendo leva sulla responsabilità civile della società, in particolare delle giovani generazioni.

Piena soddisfazione è stata espressa da Francesco Alvaro, Garante dell’Infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio, Francesco Alvaro: “Questo progetto è importante – ha dichiarato – perché ribadisce uno dei principi fondamentali sanciti dalla Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia: il diritto di ogni bambino ad una famiglia. I minori in difficoltà non hanno territorio: è nostro compito fare qualcosa di concreto per aiutarli, per risolvere situazioni di criticità. La vera scommessa di “Bambini in comune… insieme per il Kosovo” – ha concluso Alvaro – è l’investimento nella relazione, ingrediente fondamentale per ricostruire l’anima sociale del nostro Paese. L’anima non è quantificabile in termini economici, ma è ciò che prima di tutto determina il benessere di una società che dall’oggi costruisce il futuro proprio e dei propri figli”.

L’iniziativa “rappresenta il primo passo di un processo condiviso con diversi partner per tradurre in concreto il concetto di solidarietà – ha spiegato Marzia Masiello di Ai.Bi. Vogliamo creare un ponte ideale tra Roma e Pristina, sviluppando una serie di collaborazioni che trasformino le idee in azioni concrete di multidisciplinarità e cooperazione”. È intervenuto anche Gianluigi De Palo, assessore alla Famiglia per Roma Capitale, partner del progetto: “C’è un bambino da salvaguardare indipendentemente dalla latitudine in cui si trova – ha sottolineato – questa è un’iniziativa che, partendo da Roma, vuole dare attenzione e risposta ad una situazione che dopo la guerra è caduta nel silenzio”.

 


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