Regione Lazio: al via il progetto “Case della Salute”

Il presidente Zingaretti ""Saranno il cuore del nuovo servizio sanitario regionale"
La redazione - 18 Settembre 2013

Presto i cittadini del Lazio potranno contare su un nuovo presidio medico istituito per fronteggiare la spesa pubblica ed evitare il sovraffollamento dei pronto soccorsi. Si tratta delle Case della Salute, il  progetto lanciato dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti che vedrà la costruzione di strutture sanitarie di quartiere pronte a smaltire tutte quelle prestazioni che negli ospedali vengono trattate come codici bianchi e verdi.

Nicola Zingaretti“Saranno il cuore del nuovo servizio sanitario regionale – ha affermato Zingaretti – Entro settembre firmerò il decreto e partirà la sperimentazione, in questo modo la spesa sanitaria sarà ridotta ma i servizi aumenteranno. Le Case della Salute – continua il presidente – saranno l’alternativa concreta alle file in pronto soccorso ed inoltre per molte aree della regione provvederanno a combattere la desertificazione della sanità prodotta dalle chiusure di reparti, servizi e ospedali, consumate in questi anni”.

Si prevede che entro la fine del 2013 saranno realizzate 48 Case della Salute, una per ogni distretto del Lazio, 15 a Roma, una per municipio, e 33 nelle provincie del territorio. “E’ il tempo di ricostruire, utilizzeremo i fondi europei- ha spiegato Zingaretti – C’è  l’obiettivo 9, quello dell’inclusione sociale, che fa un esplicito riferimento all’integrazione sociosanitaria. Avremo risorse da investire bene e ci auguriamo che ciò vada incontro alla domanda di nuovi investimenti nel campo edilizio.

Speriamo anche in una riorganizzazione degli ospedali che dovranno riprendersi la loro originaria funzione diventando centri di alta specializzazione e ad alta intensità di cure.Nella Case della Salute – conclude il presidente Nicola Zingaretti – ci andranno medici ospedalieri, di famiglia, infermieri e tecnici; valorizzeremo le straordinarie professionalità della regione a cominciare dai tanti giovani bravissimi che si formano nelle nostre università».

 


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