Regione Lazio: primi dati del Registro Tumori

Stato dell'arte e prospettive del Registro nel convegno del 16 novembre 2017
Redazione - 16 Novembre 2017

Nel Lazio esistono circa cento casi al giorno di nuovi tumori, 37.309 l’anno.

Secondo i dati del Registro Tumori, di cui si è parlato durante il convegno ‘Registro Tumori del Lazio: stato dell’arte e prospettive’, tra il 2010-2015 si sono verificati 19.238 casi negli uomini e 18.071 nelle donne. Il convegno si è svolto oggi, 16 novembre, presso la Sala Tirreno  della Regione.

Nel Lazio il Registro è stato istituito con la legge numero 7 del 2015 e raccoglie i casi di tumore della popolazione adulta e infantile residente. La sfida della Regione è quella di puntare ad un Registro con elevati livelli di automazione, utilizzando metodologie in grado di mantenere alti standard di qualità e di aumentare al contempo la velocità di produzione dei dati.

Il Registro Tumori del Lazio è parte integrante del Sistema Informativo Sanitario regionale. E per il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, presente al convegno: «è un altro tassello della sanità che cambia».

«Zingaretti parla di un altro tassello della sanità che cambia – scrive  su Facebook la candidata del Movimento 5 Stelle alla presidenza della regione Lazio, Roberta Lombardi. – Ha ragione, ma farebbe bene a precisare che cambia grazie al M5S. Sia chiaro, non ci interessa la paternità della misura, ci interessa che sia stata implementata, ma permettetemi di dire che ci sono voluti 4 anni, 4 anni per rendere operativa una legge del M5S, nata grazie a una nostra proposta presentata nel 2013.»

«Rispetto al passato – afferma in un comunicato Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio (Gruppo Pd) – l’organizzazione del Registro dei tumori consentirà un afflusso maggiore di informazioni raccogliendo insieme tutte le fonti a livello regionale, come, ad esempio, i dati dell’anatomia patologica e quelli delle cartelle cliniche. Inoltre, verrà dato ancora maggiore impulso alla ricerca, per potenziare l’attività di prevenzione e capire quali sono le cure più efficaci. Il comitato tecnico scientifico sarà il cuore di governo di questo registro, che permetterà sia agli operatori di settore che a tutti i cittadini di conoscere la situazione della nostra regione grazie ai rapporti periodici pubblicati sul web.»

«Infine – conclude Petrangolini- vorrei sottolineare due aspetti molto importanti: 1) il riconoscimento del ruolo del volontariato, attraverso l’inserimento di un rappresentante delle associazioni di tutela dei diritti del malato all’interno del Comitato tecnico scientifico e con la promozione di forme di partecipazione delle stesse alle attività del Registro tumori; 2) il coinvolgimento nell’operazione di tutte le strutture già disponibili, in modo da ottimizzare e valorizzare le risorse regionali.»


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