Regione Lazio. Segreterie non sobrie

Sui costi della politica regionale ancora lontani dal “nuovo inizio” promesso da Zingaretti
di Aldo Pirone - 30 Settembre 2013
Franco Fiorito

Franco Fiorito

Un anno fa le malefatte di Franco Fiorito portarono alla luce gli sprechi per milioni di euro di finanziamento della casta politica. Anche in altre Regioni si scoprì lo stesso andazzo.
Nel caso Lazio, regnante Renata Polverini altrimenti detta signora gnè-gnè, il centrodestra aveva diretto la danza milionaria ma la sedicente opposizione era stata a guardare facendo da palo.

L’indignazione è stata grande. La Polverini ha chiuso i battenti della sua ingloriosa presidenza e il successore di centrosinistra Nicola Zingaretti non ha voluto nessuno dei vecchi consiglieri nelle liste che lo hanno sostenuto. E anche per questo ha vinto alla grande. Ma i responsabili politici di centrodestra e centrosinistra, consiglieri e assessori, a parte il Fiorito, che avevano partecipato al grande banchetto sono stati riciclati. La politica italiana è il solo settore dove vige un riuscito sistema di riciclaggio basato sulla raccolta differenziata spinta.

Renata Polverini

Renata Polverini

Esterino Montino

Esterino Montino

La Polverini, per parlare dei più noti, è assurta, insieme ad altri ex consiglieri regionali del Pd e del Pdl, in Parlamento e continua a pontificare in TV, il capogruppo PD Montino è diventato sindaco di Fiumicino da dove in veste di neofita ambientalista conduce la redentrice, per lui, battaglia contro il raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino, Luigi Nieri di Sel è diventato vicesindaco a Roma.
In altri paesi sarebbero scomparsi dalla scena politica.
Chi non ha ritrovato collocazione nelle Istituzioni lo ha trovato nelle folte segreterie di Presidenti, Sindaci e assessori oppure in quell’ampio sottobosco politico di consulenti, di aziende e società pubbliche e semipubbliche che, è stato calcolato, consentono nel nostro paese di far vivere di cattiva e improduttiva politica circa un milione di persone.

Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti

Visti i precedenti, la vittoria di Zingaretti è stata accolta dai più come l’occasione per avviare, tra l’altro, una sana moralizzazione della Regione riducendone i costi della politica e quelli dell’esorbitante burocrazia. Qualcosa è stato fatto, ma molto poco in rapporto alle vette raggiunte dallo spreco.
La nuova amministrazione di centrosinistra ha ridotto incisivamente, sul piano istituzionale, gli assessori da 15 a 10, le commissioni consiliari da 20 a 8 e, sul piano organizzativo, le direzioni regionali delle varie aree a 8 dando anche una stretta sull’uso delle auto blu consentito solo per adempimenti lavorativi. Inoltre intende sfoltire i consigli direttivi e i collegi dei revisori dei conti dei numerosi parchi regionali e aree protette per ora commissariati. Anche sugli emolumenti complessivi dei consiglieri si è intervenuti riducendoli dagli attuali 12.529 euro lordi a 11.100 ed è stata poi ribadita l’abolizione dei cosiddetti vitalizi pensionistici.

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Elena Cattaneo

Elena Cattaneo

Un’intervento quello sulle indennità che se rapportato agli stipendi medi dei comuni mortali (operai e impiegati a 1.300 euro netti di media),  ma anche a quello di un ricercatore (1.600-1.700 euro netti. La neo senatrice a vita Elena Cattaneo ne percepisce 3.300) e anche al merito del ruolo svolto appare francamente risibile. Ben altre riduzioni si aspettavano i cittadini e l’opinione pubblica viste le promesse di “sobrietà e della riduzione dei costi della politica…” (pag. 19 del programma) promesse dal neogovernatore Zingaretti in campagna elettorale.

Se poi si va a scavare nelle strutture di supporto al Presidente e agli assessori si rimane alquanto sconcertati.
Zingaretti, stando al sito regione.lazio.it,  gode del sostegno collaborativo di una segreteria di ben 19 persone che “Assiste il Presidente nella sua attività ordinaria garantendo il funzionamento della relativa segreteria; cura il raccordo tra il Presidente e le strutture a questo collegate; assicura tutte le attività tecnico strumentali necessarie al funzionamento della struttura con il coordinamento del capo della segreteria”.

Massimiliano Smeriglio

Massimiliano Smeriglio

Non bastando la segreteria c’è pure un gabinetto del Presidente con altre 15 persone. E fanno 34. A seguire la segreteria del vicepresidente Smeriglio che ne conta 16 e poi quelle degli assessori Lucia Valente con 13,  Concettina Ciminiello 12, Guido Fabiani 11, Fabio Refrigeri  11,  Sonia Ricci 11, Lidia Ravera  10,  Alessandra Sartore  9 e, più virtuosi, Michele Civita 8, Rita Visini 8.
In totale un piccolo esercito di 142 persone. Più che sufficienti direte voi. Macché. C’è poi la segreteria della Giunta con 3 persone ed infine, almeno lo si spera, il mastodontico segretariato generale di 74 persone – ma noi per la verità ne abbiamo contate solo 60 – così composto: Segreteria  operativa 17; Ufficio legislativo 3; Rapporti con gli Enti locali, le Regioni, lo Stato, l’Unione europea 10; Struttura tecnica permanente per le funzioni di programmazione, valutazione e controllo 7; Coordinamento delle politiche territoriali 2; Cabina di regia 8; Comunicazioni, relazioni esterne e istituzionali 10 (Ufficio stampa) 1 (cerimoniale); Portavoce del Presidente 1; Trasparenza, contrasto alla corruzione e semplificazione 1 (qui qualcuno in più non guasterebbe n.d.r..); Agenda digitale open government  0; Consigliere diplomatico 0.

E che fa tale struttura con sì tanti registi?
Assicura – elenca dettagliatamente il sito regionale – il supporto tecnico all’attività di indirizzo politico e di controllo svolta dagli organi di governo; cura il ciclo di gestione della performance; si raccorda con le strutture organizzative; collabora alle iniziative concernenti i rapporti tra gli organi di governo regionali e gli organi istituzionali dell’Unione europea, dello Stato e delle altre regioni, nonché il Consiglio regionale; assiste il Presidente nell’esercizio delle sue attribuzioni in materia di rapporti con gli enti politico istituzionali presenti sul territorio regionale, le formazioni economico-sociali e le confessioni religiose; assiste, anche attraverso attività di studio e di documentazione, il Presidente e la Giunta nell’attività di relazione nazionale e internazionale; fornisce assistenza alle attività della Giunta; partecipa alla conferenza di coordinamento; coordina le strutture sott’ordinate; promuove e supporta le iniziative per la modernizzazione dell’apparato amministrativo, con particolare riguardo ai temi della semplificazione, della trasparenza, del contrasto alla corruzione, della digitalizzazione. Per lo svolgimento dell’attività, il segretariato si avvale di una struttura con compiti di segreteria operativa, composta da personale appartenente alle diverse categorie, nell’ambito del contingente di personale di diretta collaborazione”.
Cioè fa praticamente tutto. Se si sommano segreterie e segretariato si arriva a 205 persone.
Che dire? Un bel carrozzone che meriterebbe una bel taglio. Sobrio ma incisivo.
Se poi si passa al capitolo, non abolito, dei consulenti esterni, sono 7 per un costo complessivo di 245.000 euro si rimane ancor più sconcertati viste le materie esperite: assistenza contabile (2 incaricati dal Dipartimento programmazione economica e sociale). Evidentemente fra i 3.600 dipendenti regionali manca chi sa far di conto. E 1 Coordinatore del Programma di Prevenzione Oncologica presso la Giunta Regionale del Lazio incaricato dal Dipartimento Istituzionale e Territorio. Il Presidente invece ha sentito il bisogno di avere lumi da 1 consulente in statistica, 1 per il contrasto alle discriminazioni di genere, 1 per la memoria storica (evidentemente ce l’ha labile) e 1 per le società a partecipazione pubblica.

Non siamo ai fasti delle decine di consulenti e staffieri dell’era Polverini ma per un “nuovo inizio”, lo slogan della campagna elettorale zingarettiana, c’è ancora molta strada da fare, magari per dare una piccola ma significativa mano in più alle disastrate finanze del Comune di Roma.


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