Regione Lazio, tutti a casa

Dopo le dimissioni ufficiali della Polverini il presidente del Consiglio scioglie l'Assemblea
Enzo Luciani - 28 Settembre 2012

La presidente della Regione Lazio l’aveva detto: "li mando tutti a casa", e così è stato. Ieri sera l’ex governatrice che giorni fa aveva annunciato le due dimissioni le ha fatte pervenire agli uffici della presidenza del Consiglio.

Tramite un decreto firmato dalla governatrice viene modificata la composizione della giunta di cui prima facevano parte 15 assessori (oltre alla stessa Polverini che aveva anche l’incarico di assessore alla Sanità). Nella nuova composizione dell’esecutivo regionale, dopo una redistribuzione delle deleghe, oltre alla conferma di Ciocchetti come vicepresidente (che assume anch ela delega alla Sanità), figurano Fabiana Santini (Cultura, Sport, Politiche Giovanili e Turismo), Maria Zezza (Politiche per il lavoro e formazione professionale, Istruzione e diritto allo studio), Fabio Armeni (Risorse umani, Demanio e patrimonio), Teodoro Buontempo (Casa, Terzo settore, Servizio civile e Tutela dei consumatori), Giuseppe Cangemi (Enti locali e sicurezza, Ambiente e sviluppo sostenibile, Politiche dei rifiuti), Stefano Cetica (Programmazione, bilancio e informatizzazione), Luciano Ciocchetti (Territorio e Urbanistica), Pietro Di Paolantonio (Sviluppo economico e Agricoltura), Aldo Forte (Politiche sociali della famiglia), Luca Malcotti (Infrastrutture e lavori pubblici, Mobilita’ e trasporti). Escono dunque dalla giunta gli ex assessori Stefano Zappala’ (Turismo), Marco Mattei (Ambiente), Gabriella Sentinelli (Istruzione), Angela Birindelli (Agricoltura), Francesco Lollobrigida (Trasporti). (AGI) .

Anche il presidente dell’assemblea regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, con proprio decreto, in ottemperanza all’articolo 126, comma 3 della Costituzione e agli articoli 19 e 44 dello Statuto regionale, ha provveduto a dichiarare sciolto il Consiglio regionale questa mattina alle ore 10,30.

Il Consiglio, da qui in avanti, potrà esaminare solo atti dovuti, urgenti e indifferibili, ed è tenuto a garantire l’ordinaria amministrazione fino al voto. Da oggi il presidente della Giunta ha 90 giorni di tempo per indire nuove elezioni.


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