Restituire subito piazza Corazzini ai cittadini

Clamorosa sentenza del Consiglio di Stato
Comunicato stampa - 22 Giugno 2008

Finalmente GIUSTIZIA.

Il Consiglio di Stato, con Sentenza n. 3030 del 18 giugno 2008, ha respinto l’appello della Soc. Villa Tiberia a r.l. la quale pretendeva di costruire a Roma, su terreno già di proprietà della Provincia Umbro Picena del Terzo Ordine Regolare di S. Francesco d’Assisi, un enorme edificio con tre piani interrati.

Inizialmente il Comune di Roma aveva rilasciato il permesso di costruire un edificio a “Centro spirituale” all’Ordine Religioso e, quest’ultimo, aveva subito venduto il terreno e la licenza edilizia alla Soc. Villa Tiberia per realizzare una clinica privata.

A seguito delle proteste dei cittadini i quali avevano constatato che nel progetto approvato erano stati compresi anche i 307 mq. di terreno della “Piazza S. Corazzini”, i dirigenti del IV Municipio – con grandi ritardi – hanno dichiarato decaduto il permesso di costruire per il mancato rispetto dell’inizio dei lavori entro il termine annuale di legge.

Contro il provvedimento del IV Municipio, la Soc. Villa Tiberia e l’Ordine Religioso presentarono n. 4 ricorsi al TAR Lazio chiedendo al Comune un risarcimento danni per 50 milioni di € e, dopo aver incassato la sentenza n. 5149 del 4 giugno 2007, inoltrarono ricorso al Consiglio di Stato.

Il Consiglio di Stato – di fronte al quale l’ADP è intervenuta in giudizio presentando una inattaccabile documentazione fotografica circa il mancato inizio dei lavori entro l’anno stabilito, sia l’avvenuta occupazione (e sparizione) della pubblica Piazza S. Corazzini –.ha stroncato le invenzioni della Soc. Villa Tiberia e dell’Ordine Religioso riconoscendo legittima la decadenza del permesso di costruire.

Ora bisogna, subito, andare avanti e vigilare sulla sua applicazione.

Per prima cosa vanno eliminati immediatamente gli orridi bandoni che da 5 anni deturpano l’ambiente, occupano suolo pubblico ed impediscono ai cittadini di poter usufruire della piazza pubblica.

In secondo luogo occorre evitare che il IV Municipio si “dimentichi” dei diritti e degli interessi dei cittadini magari rilasciando altre licenze per consentire ai privati lo sviluppo della “normale” speculazione edilizia.


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