Restituito alla Repubblica Ceca un putto ligneo del Settecento

Oltre alla statua il nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri ritrova oltre 60 opere d’arte
di Serenella Napolitano - 25 Maggio 2012

Un piccolo putto del Settecento è stato il connubio tra l’Italia e la Repubblica Ceca. Ieri 24 maggio 2012 presso l’Ambasciata della Repubblica Ceca in Italia, il Generale di Brigata Pasquale Muggeo, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, ha restituito al Ministro della Cultura di quel Paese, Signora Alena Hanakova, una statua lignea settecentesca laccata rubata nella chiesa gotica di San Nicola nella provincia di Brezova-Vitkova regione di Opava a circa 300 km da Praga.

Per una serie di eventi infatti, l’organizzazione criminale operava nell’Italia nord-est ma aveva ramificazioni oltre il territorio italiano. Dal 2002 il Nucleo Tpc in collaborazione con il servizio INTERPOL nonché con la Polizia Criminale e Investigativa di Praga avevano iniziato le indagini per disarticolare un’organizzazione

“La statua faceva parte di un putto scultoreo di una chiesa a 300 km da Praga. Rubata dalla banda era stata modificata, per renderla irriconoscibile ed era diventata un soprammobile di un letto – ha detto il Generale Muggeo – da questa operazione sono stati recuperati oltre 60 oggetti rubati in Veneto e nella provincia di Brescia”

La banda di criminali, come ha spiegato il Generale Muggeo, era formata da un sodalizio specializzato in furti, riciclaggio e ricettazione di opere d’arte che si avvalevano di restauratori compiacenti per modificare i beni trafugati così da renderne difficoltoso il riconoscimento da parte delle forze di polizia e consentirne la ricollocazione sul mercato. Infine il gruppo riciclava i proventi delle vendite con acquisto di droga.

Il ministro della Cultura della Repubblica Ceca ha proseguito dicendo che “Ogni anno il patrimonio culturale è minacciato dai furti. Da alcuni dati è emerso che vengono trafugati allo stato circa 18.000-20.000 opere”. Infine si dichiara contenta della collaborazione tra i due stati “molto simili per la bellezza dell’arte”.

L’odierna restituzione, autorizzata dalla Corte di Appello di Brescia, è di particolare importanza, tanto per l’Italia quanto per la Repubblica Ceca, poiché si inscrive nel quadro delle attività di cooperazione internazionale volte al contrasto del traffico illecito di beni culturali, che vede impegnati con costanti ed efficaci risultati entrambi i Paesi. Il suo ritorno nel Paese d’origine testimonia ancora una volta come l’attività istituzionale svolta dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale abbia come finalità, nello spirito della Convenzione UNESCO del ’70, non solo il rimpatrio di opere illecitamente sottratte al Patrimonio Culturale Italiano, ma anche il ritorno ai rispettivi Paesi di quelle recuperate in Italia, nella convinzione che queste mantengono il loro specifico valore storico e culturale solo se restano nel loro contesto d’origine.

Foto 1) Il putto con un Carabiniere – fonte Nucleo TPC.
Foto 2) Il Generale Mugge ed Alena Hanakova ministro della Cultura della Repubblica Ceca


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