Riapre la stazione Tiburtina

Sopralluogo dell'U.Di.Con: "bilancio non positivo"
Enzo Luciani - 11 Ottobre 2011

Il 10 ottobre è stata riaperta la Stazione Tiburtina, chiusa dopo l’incendio divampato a fine luglio. Per tutto il tempo i pendolari hanno dovuto subire ritardi o treni soppressi.

«Il ritorno alla normalità del servizio ferroviario presso la Stazione Tiburtina –  dichiara Antonello Aurigemma, assessore alla Mobilità di Roma Capitale – va accolto con soddisfazione, soprattutto in considerazione della mole di pendolari che ogni giorno si riversano nella nostra città. Dopo l’incendio divampato nel cantiere delle Ferrovie dello Stato lo scorso luglio la macchina organizzativa di Roma Capitale ha dato una grande prova di efficienza. Insieme ad Atac, Agenzia per la Mobilità, Polizia di Roma Capitale e Protezione Civile abbiamo messo in campo servizi aggiuntivi per fornire un’assistenza capillare: hostess per le informazioni, incremento delle corse del trasporto pubblico di linea, rafforzamento del trasporto pubblico non di linea. Già poche ore dopo l’evento, la metro B era in grado di transitare a Tiburtina e a partire dalla mattinata successiva era stata ripristinata anche la fermata di stazione. Lo sforzo dell’Amministrazione ha permesso che in città i disagi fossero ridotti al minimo e non si verificassero particolari criticità, soprattutto per le migliaia di pendolari che ogni giorno arrivano nel quadrante della Tiburtina».

Anche l’U.Di.Con (Unione per la difesa dei consumatori) ha deciso di fare un sopralluogo per constatare di persona gli interventi di ammodernamento che hanno portato al ripristino del servizio delle linee Fr1 e Fr2 che collegano Tivoli e Lunghezza alla Capitale e che, fino allo scorso venerdì, erano stati sostituiti da servizi navetta con arrivo alla stazione Prenestina.

"Non è certo positivo – scrivono in una nota – il bilancio della mattinata passata alla stazione Tiburtina che, ogni giorno, accoglie 20 mila pendolari provenienti dall’hinterland laziale, che impiegano 50 minuti per arrivare a Roma e dirigersi poi a lavoro o a scuola.

I sogni dei cittadini che quotidianamente affrontano questo viaggio e che avevano sperato in un miglioramento del servizio delle Ferrovie sono svaniti il giorno stesso del cambiamento quando, in arrivo al binario 1°- 2° est (così sono stati infatti ribattezzati i binari che accolgono i treni provenienti da Tivoli) si sono trovati davanti uno scenario a dir poco apocalittico: banchina ridotta ai minimi termini insufficiente ad ospitare il flusso incessante di viaggiatori, tunnel talmente stretto da non permettere lo scorrimento dei passeggeri, senza considerare l’ostacolo rappresentato dalle scale.

“Speravamo sinceramente che l’attesa di questi mesi avrebbe portato dei notevoli benefici ai pendolari che, ancora una volta, vengono considerati cittadini di serie b; infatti – afferma indignato il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con, Denis Nesci – i lavori non hanno di certo prodotto quei risultati che ci aspettavamo, i treni continuano ancora a maturare un ritardo di 10 minuti, per non parlare poi dei deficit strutturali che sono sotto gli occhi di tutti: banchine talmente strette da mettere a repentaglio la sicurezza dei passeggeri, assenza totale di coperture utili per il riparo dalla pioggia e infine il lungo tragitto che bisogna percorrere prima di arrivare all’uscita che non può essere raggiunta in meno di 15 minuti in media nel periodo di punta”.

I disservizi non sono limitati alle linee finora citate, ma riguardano tutto il territorio laziale. L’U.Di.Con infatti, proprio in questi giorni, ha inviato una lettera al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alle Ferrovie dello Stato e alla Direzione Regionale dei Trasporti, affinché intervengano per migliorare il servizio sulle linee FR1, FR5, FR7, FR8 che continuano a causare disagi ai passeggeri e ai turisti che utilizzano proprio queste linee per dirigersi in aeroporto e al porto di Civitavecchia.
L’Associazione, pertanto, chiede alle istituzioni di intervenire per migliorare i servizi in un settore vitale come quello dei trasporti.  


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