Riavviati i lavori del percorso ciclopedonale Togliatti-Cervelletta

Resta il nodo irrisolto della rotatoria in viale Bardanzellu
di Federico Carabetta - 21 Luglio 2011

Il 18 luglio 2011  BiciRoma – Associazione Due Ruote d’Italia onlus inneggia, con il suo comunicato (evidentemente rivolto ai soli ciclisti dell’associazione e alla Stampa), al riavvio dei lavori per la realizzazione della ciclabile Togliatti Cervelletta.

Abbiamo voluto a nostra volta raccogliere le osservazioni del Vicepresidente del Cdq “Colli Aniene” da far seguire al comunicato di BiciRoma che pubblichiamo così come lo abbiamo ricevuto:
"Gentile redattore, BiciRoma ha partecipato stamane al terzo incontro avvenuto presso l’Assessorato alla Mobilità richiesto dal Presidente del V municipio Caradonna dopo le rimostranze dei comitati di quartiere per risolvere le problematiche sollevate che avevano bloccato la realizzazione della ciclabile Togliatti-Cervelletta. Grazie al personale dell’Agenzia della Mobilità che ha progettato la ciclabile ed agli agenti della Polizia di Roma Capitale che hanno spiegato ed illustrato il progetto e le decisioni inerenti la viabilità, sembrano essere stati risolti i problemi sottoposti e potranno così riprendere i lavori per la realizzazione della ciclabile. BiciRoma ringrazia l’Assessore Aurigemma per la disponibilità mostrata nei confronti di tutti gli intervenuti e per aver così permesso la soluzione dei problemi sollevati cosa che permetterà di riavviare i lavori e di aggiungere una nuova tratta ciclabile che dalla Palmiro Togliatti collegherà il Parco della Cervelletta. Grazie e cordiali saluti Fausto Bonafaccia Fondatore e PresidenteBiciRoma – Associazione Due Ruote d’Italia onlus".

Riportiamo ora quanto riferitoci dal Vicepresedente del Cdq Colli Aniene Vincenzo Barsanti: “In quest’ultima riunione (quella sempre del 18 luglio ndr), come nelle due precedenti, ci è apparso chiaro che il personale dell’Agenzia della mobilità e gli Agenti della Polizia urbana di Roma Capitale ce l’hanno messa tutta per convincere noi del comitato che la rotatoria su viale Bardanzellu non è realizzabile e ne hanno pure spiegato le presunte motivazioni. Queste sinceramente non hanno convinto né me né tantomeno gli altri intervenuti. L’impressione generale è che i giochi sono ormai conclusi, sono stati presi impegni e spesi soldi, perciò non c’è nulla da fare se non – da parte dei cittadini – incassare ed accettare che una minoranza (i ciclisti) l’abbiano vinta nei confronti di una più cospicua massa di cittadini. Cittadini giustamente nauseati di fronte all’altra pista ciclabile, quella di viale Togliatti, che sta andando in malora senza il viatico di almeno qualche sparuto ciclista.
Il fatto è che, come sempre, una volta messo in moto un certo meccanismo, è più facile e meno dispendioso in tutti i sensi lasciarlo procedere fino alla fine che affaticarsi per praticarne una piccola variazione.
A mettere in moto questo meccanismo che sembra ormai inarrestabile, non però sono stati i cittadini ma anzi, al contrario, è stata una minima parte di questi ad architettare tutto alla loro insaputa.
Ora ogni più logica contestazione sembra inutile specie per tutti gli argomenti tirati in causa per non alterare il progetto originario e creare ulteriori interruzioni ad una pista che di interruzioni ne ha fin troppe e ad ogni piè sospinto. Così stando le cose sono andato a consultare un po’ di leggi e specifiche tecniche in materia (magari l’avessi fatto prima di andare alla riunione con l’Assessorato) scoprendo che esistono le minirotatorie e che possono essere con diametro di 14 metri. Non contento, non solo ha abbozzato una planimetria credibile basandomi su una mappa tratta da Googlemaps. Consapevole della labilità dell’iniziativa per avanzare una qualunque richiesta di modifica, ho consultato un esperto dei Lavori Pubblici che mi ha già dato un parere abbastanza incoraggiante sulla fattibilità dell’opera. Certamente approfondirò insieme a lui prima di avanzare qualunque proposta. Ritengo questo sufficiente a mettere in discussione le affermazioni degli esperti che ripetono il refrain del “non c’è spazio per una rotatoria”. Si può dire che la modifica sia complessa e costosa, difficile ma non irrealizzabile. Anzi ritengo che una rotatoria in quel punto risolva moltissimi problemi di viabilità e di sicurezza come ho potuto apprendere da molta letteratura che tratta di rotatorie. L’amara considerazione è che se mi fossi presentato alla riunione del 18 con le conoscenze di oggi, ci sarebbe stata almeno una minima possibilità di cambiare le cose.”

Comunque è strano che, ancor prima della conclusione delle sedute da Aurigemma cioè la sera precedente il 18 luglio i lavori siano stati ripresi con l’asfaltatura del tratto sospeso, quello coincidente con l’incrocio incriminato.

 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti