Categorie: Costume e Società
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Riconquistare l’unità di intenti

Dopo varie opportunità di esprimere il mio parere su temi importanti di interesse generale, sarà che partecipare ad assemblee pubbliche non è più per me uno sport molto praticato, ma mi sono sorpreso di arrivare alle seguenti personali conclusioni sulle assemblee coi cittadini:
1. Le persone non sono affatto pratiche delle tecniche del confronto democratico, a cui non sono più educate dagli esempi televisivi/parlamentari, sindacali e scolastici;
2.L’approfondimento dei temi viene in generale evitato, privilegiando il racconto dell’episodio sporadico e della fenomenologia del sospetto (conclusioni a cui si arriva per impressioni personali e non sulla base di argomentazioni);
3. È poco evidente ed esplicito l’obiettivo politico/sociale/tecnico che chi ha indetto l’assemblea vuole raggiungere, anche perché non si riesce a condurre gli interventi delle parti verso gli argomenti giusti nei tempi giusti;
4.Ma la cosa pù eclatante e’ l’incapacità psicologica di chi ha le conoscenze e le tecniche per dibattere sul merito e cade nel tranello di sentirsi accerchiato da chi ha tutto l’interesse a “mandarla in caciara”. Perciò lui urla, quasi disperato,  di fronte a sorprendenti e offensive battute, ad assenza assoluta di risposte nel merito preciso delle domande scientificamente poste, al silenzio anche di coloro, e sono tanti, interessati a conoscere ed ascoltare, ma che, di fronte alla eccessiva passione concitata del cittadino “attivo”, non sono in grado di ricevere il messaggio, perché “i modi di parlare” per loro sono altrettanto importanti degli argomenti addotti e dei ragionamenti fatti.

Meno male che il tempo è galantuomo.
Chi vuole il Bene di tutti, capisce i propri errori in buona fede, abbassa i toni e sa trovare il modo per riportare la piena nell’alveo del Fiume Comune.
Perché l’unità di intenti, l’importanza prevalente degli interessi della Comunità, la coesione e solidarietà attive, sono valori che in queste occasioni si riscoprono, forti.
Non interessa accusare e trovare errori di percorso, ora, ma riaffermare la strada dritta della democrazia, ricorrendo a tutti i sistemi leciti, locali e non, per assicurare nitidamente il confine tra interessi pubblici e trame private.
Purtroppo in queste occasioni si accusano perdite, di persone, che si ritenevano sodali e amiche, e di pacatezza, ma non importa. Le prime, se hanno fatto dell’ambiguità e del barcamenarsi temporeggiatore il proprio credo, fino a permettere in decine di anni comportamenti inconcludenti di chi ha il dovere principale di proporre e condurre strategie tempestive, è meglio lasciarle sole per farle riflettere, preparandone la sostituzione.
Per quanto riguarda la pacatezza e la lucidità dei ragionamenti collettivi, già ci sono netti miglioramenti, per la caparbietà di tutti di difendere la Comunità dei Cittadini, soprattutto i più deboli.
Forza!


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