Ricordando Don Luigi Di Liegro a 15 anni dalla morte

Era il 12 ottobre 1997 e al San Raffaele di Milano, il cuore del fondatore della Caritas Diocesana di Roma cessava di battere, all’età di 69 anni
di Luciano Di Pietrantonio, ex Segretario Generale della Cisl di Roma e del Lazio - 11 Ottobre 2012

Il fondatore della Caritas Diocesana di Roma, Don Luigi Di Liegro, ci ha lasciato da 15 anni. Era il 12 ottobre 1997 e al San Raffaele di Milano, il cuore del “grande prete romano,” cessava di battere, all’età di 69 anni.

Ha lasciato un vuoto immenso, che ancora è presente in maniera indelebile, fra chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di chi ha collaborato per realizzare le opere della Caritas romana e non solo.

Ricordando Don Luigi ci sono sempre due sentimenti forti e contrastanti: la tristezza e la speranza.

La tristezza per la sua prematura dipartita, ove pianto, compianto e rimpianto dei tanti e tanti poveri, per i quali si è speso senza alcun tentennamento,esclusi dalla città del benessere, della sicurezza e dei più elementari diritti che garantiscono la dignità, per i quali ha lottato e spesso vinto, assicurando giustizia e solidarietà.

La speranza, quella speranza che si è rafforzata nello spirito del Concilio Vaticano II, particolarmente significativa, in quest’anno che ricorre il cinquantenario del Concilio e si era manifestata con forza nel Convegno Diocesano del febbraio del 1974, noto come i “mali di Roma.” La speranza, che la testimonianza pastorale, formativa ed educativa che Don Luigi ha fatto conoscere attraverso la sua vita e le sue opere, sia lievito, stimolo ed esempio, perché la cultura dell’accoglienza, dei diritti e dei doveri, siano parte integrante della dignità dell’uomo, secondo l’insegnamento evangelico.

La visione profetica di Don Luigi, nel quindicesimo anniversario del suo ritorno alla Casa del Padre, è di grande attualità, anche in questi tempi difficili e incerti, ove gran parte della società ha perso la fiducia nel futuro, nelle nostre e la crisi etica e morale è presente nelle nostre comunità.

Ecco perché ricordare Don Luigi significa attualizzare una visione della nostra società, ove giustizia e carità, sono punti fermi di un impegno nel quale il “prete dei poveri” si è identificato, non solo con la preghiera, ma anche con i progetti e le iniziative promosse per “gli ultimi,” ricordando una sua intima convinzione: “ Non si può amare a distanza restando fuori dalla mischia, senza sporcarsi le mani, ma soprattutto non si può amare senza condividere.”

Forse, in queste parole, c’è tutto l’insegnamento dell’essere di Don Luigi Di Liegro, per questo sono ancora molti, tanti, a ricordarlo con gratitudine e sincera amicizia, per l’esempio che ha lasciato.

Come ogni anno, il 12 ottobre, verrà celebrata una Santa Messa a suffragio del prima Direttore della Caritas Diocesana, nella Basilica dei S.S. Apostoli a Roma. 


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