Ricorso Rosa contro Alemanno

Il TAR deve rispondere sul mancato rispetto delle quote rosa
di Laura Fedel - 14 Luglio 2011

Il pronunciamento del Tribunale amministrativo del Lazio sul mancato rispetto delle quote rose nell’attuale Giunta capitolina, previsto per il 13 luglio scorso, si farà attendere per un’altra settimana. La composizione dell’esecutivo comunale decisa da Alemanno sarebbe in netto contrasto con quanto previsto dallo Statuto, che prevede un maggior equilibrio tra i due sessi, perciò le consigliere comunali Monica Cirinnà e Gemma Azuni avevano presentato ricorso. Nei giorni successivi firmarono il ricorso anche le Consigliere per le pari opportunità della Provincia di Roma e della Regione Lazio Francesca Bagni e Alida Castelli.

Secco il commento del segretario del PD Marco Miccoli che in una nota dichiara "Indeciso come sempre su tutto, il sindaco Alemanno ha deciso di congelare la sua seconda giunta aspettando la sentenza del Tar sulle quote rosa. Con la giunta in freezer – dice Miccoli – Roma sconterà l’ennesima settimana di non governo, con voci di assessori che saltano e totonomine di nuove entrate. Un balletto che la città non merita e che eviterebbe volentieri. E’ grave inoltre che il sindaco – conclude il Pd Roma – attenda la decisione del Tar per dare più spazio alle donne nella sua giunta. Dovrebbe essere un fatto automatico e di buon senso e non la conseguenza di una sentenza imposta dai giudici". Se il Tar imporrà l’ingresso di assessori donna, il sindaco dovrà procedere al rimpasto. Non resta quindi che aspettare la sentenza, attesa entro una settimana e che potrebbe azzerare l’attuale formazione di governo. Al momento infatti l’unica donna in giunta capitolina è l’assessore alle Politiche sociali Sveva Belviso. Alemanno ha ricordato di non aver ”mai fatto mistero sul fatto che esistesse un problema di carenza di donne nella giunta comunale”.

Per il Sindaco ”lo statuto del Comune di Roma, a mio avviso, consentiva quest’aspetto anche in relazione al fatto che da un lato abbiamo pochissime donne in consiglio e dall’altro lato, nella nostra dirigenza comunale, il numero di donne sfiora il 50%. Quindi – ha sottolineato Alemanno – ci sono molti aspetti che giustificano la composizione di questa giunta. Fermo restando questo credo che adesso sia serio attendere la sentenza del Tar”. Ora l’attenzione è rivolta agli assessori che potrebbero “perdere la poltrona” per lasciare il posto a una donna. Le agenzie rendono nota la possibile uscita dell’ assessore Alfredo Antoniozzi e Enrico Cavallari. Improbabile appare invece l’addio del vicesindaco Mauro Cutrufo. Quanto ai nomi delle donne che potrebbero subentrare, si parla di Beatrice Lorenzin e di Lavinia Mennuni.


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