Ridateci il parco di Piazzale Loriedo: il sequestro non lo riguarda

Federico Carabetta - 6 Ottobre 2018

Di fronte, siamo nostro malgrado costretti a dirlo, di fronte allo … scarso interesse di Municipio e Comune, il Comitato di quartiere “Colli Aniene bene comune” ha continuato per un anno e mezzo ad impegnarsi per vincere inerzia, resistenze e qualche… incomprensione lessicale, tornando ad esclamare “restituite ai collianiensi il loro parco, riportatelo al decoro primitivo disboscando la piccola foresta e ripulendo la grande  vasca dal putridume maleodorante”. Questo, in estrema sintesi il contenuto e lo spirito della lettera di cui riportiamo i passi salienti, con cui il Comitato si rivolge ai soggetti istituzionali interessati … disinteressatisi.

Premette Gabriella Masella presidente del comitato, che – contrariamente all’asserzione dei funzionari del Dipartimento del Verde – l’oggetto del sequestro – non sarebbe il parco ma esclusivamente il fabbricato del bar-ristorante; di conseguenza – afferma – nulla quindi osterebbe alla riapertura al pubblico di quel prezioso angolo verde e chiede in conclusione alle “Amministrazioni in indirizzo” (sic), che ciascuna per la propria competenza, oltre che chiarire le ragioni che tengono ancora chiuso il parco di Piazzale Loriedo, vengano attuati per questo i necessari interventi di manutenzione sulle fontane, sulle alberature, sui prati e sulle opere murarie affinché il parco pubblico sia nuovamente fruibile.

“Il Comitato di Quartiere “Colli Aniene Bene Comune”, ribadisce le numerose pregresse istanze rivolte all’Assessorato Sostenibilità Ambientale, al Dipartimento Tutela Ambientale ed al IV Municipio ed alle argomentazioni sostenute e dibattute anche durante l’incontro Istituzionale in data 26 luglio 2018 presso la sede dell’Assessorato Sostenibilità Ambientale, per sollecitare, ancora una volta, tutti quei provvedimenti finalizzati al ripristino della fruibilità del Parco Loriedo. A questo Comitato si rivolgono, ormai quotidianamente, gli abitanti del quartiere che esigono delle precise informazioni in ordine alle ragioni del perdurare della chiusura del Parco che come è notorio, rappresentava un importante se non il principale punto di aggregazione e ristoro del posto e che ora è diventato luogo di degrado e di abbandono.

Nonostante le istanze presentate, sia per iscritto che per le vie brevi, non sono note le ragioni ostative alla riapertura del parco, che, contrariamente a quanto asserito dai funzionari del Dipartimento del Verde nella richiamata riunione del 26/07/2018, non risulta essere oggetto di sequestro. Tale circostanza è sottolineata nella risposta della Polizia Municipale U.O. IV Gruppo Tiburtino che si allega, recapitata al CdQ a seguito di accesso agli atti presentato dallo stesso in data 10 settembre scorso. I provvedimenti di sequestro di cui agli atti DD 1046/2016 e DD 1099/2016 riguardano esclusivamente i locali in cui si svolge l’attività commerciale.

Alla luce di quanto suddetto è evidente che non esisterebbero più ostacoli per gli interventi dei Servizi Comunali e alla riapertura al pubblico dell’area verde. Pertanto si chiede alle Amministrazioni in indirizzo, ciascuno per la propria competenza, di fornire una rapida risposta in ordine alle ragioni che stanno determinando questo grave ritardo, ed adempiere i necessari interventi manutentivi sia per eliminare la putridità delle acque stantie della vasca, ripristinare i getti delle 4 fontane e la sicurezza delle alberature, del verde, restaurare ove necessario le opere murarie, affinchè questo parco pubblico sia reso nuovamente fruibile alla cittadinanza.

Federico Carabetta


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