Rifiuti, Bonessio (EV): Dopo gli incendi a Roma, confronto su soluzioni e buone pratiche

SI impianti diffusi, NO inceneritore e interessi illeciti
Comunicato stampa - 12 Luglio 2022

“A seguito degli incendi delle ultime settimane nella Capitale per i quali esprimo ferma e netta condanna, e in attesa di conoscere gli esiti del lavoro della magistratura volto ad accertare le cause e individuare i responsabili da assicurare alla giustizia, mi preme ricordare ancora una volta che la contrarietà di Europa Verde alla realizzazione di un inceneritore non esclude ma anzi dimostra l’urgenza di aprire quanto prima un tavolo di confronto per la condivisione di proposte e buone pratiche per una gestione integrata e strutturata dei rifiuti. Proprio i recenti fatti di cronaca ci dicono che gli impianti a Roma si devono realizzare, e anche celermente, ma devono essere di piccole e medie dimensioni, a basso impatto ambientale e diffusi sul territorio; che i poteri speciali conferiti al Sindaco devono essere utilizzati per realizzare velocemente questi impianti, per ridare pulizia e decoro alla città e per realizzare una gestione dei rifiuti che rispetti tutte le normative regionali, nazionali ed europee per l’affermazione di una vera economia circolare. Come suggerito da Europa Verde in più di una occasione, iniziamo dalla raccolta della frazione organica e da una differenziata di qualità che non può prescindere dal ‘porta a porta’ arrivando ad abbandonare l’obsoleto sistema dei ‘cassonetti stradali’. Promuoviamo la riduzione della produzione dei rifiuti, l’apertura e la diffusione dei centri del riuso e la realizzazione di ulteriori isole ecologiche che concorrono all’attuazione di un percorso virtuoso di sostenibilità ambientale. L’obiettivo è alla portata anche di una città grande e complessa come Roma: basta agire sin da ora e costruire una concreta rete di impianti di trattamento dei rifiuti differenziati e di recupero di materia (ReMat) partendo dal revamping degli impianti dismessi di TMB. A quando la costruzione di numerosi e diffusi impianti per la lavorazione di carta, legno, vetro, plastica e per il recupero di metalli e alluminio? Noi, insieme a tanti cittadini addolorati e angosciati per gli ingenti danni inferti all’ecosistema di questa città, siamo pronti a fare la nostra parte ma non riusciamo proprio a capire cosa altro ancora deve accadere per avviare un percorso di cambiamento partecipato e condiviso auspicato da ormai tanto, troppo tempo”

Così in una nota il capogruppo capitolino di Europa Verde Ecologista, Ferdinando Bonessio.


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