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Rifiuti interrati ex Casilino 900: consegnato dal PAC esposto a Procura della Repubblica

Redazione - 30 Settembre 2021

Pubblichiamo qui di seguito il Comunicato Stampa del PAC in cui annuncia il deposito presso il nucleo investigativo dell’Arma dei Carabinieri forestali di Roma dell’esposto alla Procura della Repubblica per denunciare la grande quantità di rifiuti interrati trovati nell’Area del Parco denominata ex Casilino 900.

Rifiuti interrati area ex Casilino 900: consegnato esposto per la Procura della Repubblica.

Oggi PAC Libero ha depositato, presso il Nucleo Investigativo dei Carabinieri Forestali, l’esposto indirizzato alla Procura della Repubblica affinché avvii adeguate indagini circa lo stato dell’area dell’ex Casilino 900 al fine di accertare eventuali violazioni al testo al Testo Unico sull’Ambiente (D.Lgs 152/06) e all’insieme di norme vigenti a tutela del Parco Archeologico di Centocelle.

L’esposto ha visto l’apposizione di numerose firme, non solo di Pac Libero ma anche di cittadini del Quadrante Roma est che da anni reclamano la bonifica del Canalone, la musealizzazione delle Ville Romane e la delocalizzazione degli autodemolitori e dunque, finalmente, la piena realizzazione del Parco.

Nell’esposto ci si riferisce al ritrovamento nella primavera scorsa di grandi quantità di rifiuti interrati all’interno del Parco Archeologico di Centocelle, nell’area del canalone dell’ex Casilino 900 e alla contaminazione delle matrici ambientali acqua (certificata già da ARPA Lazio nel 2017) e suolo dell’area interessata.

Roma Capitale, formalmente sollecitata ad aprile scorso a fare chiarezza sull’origine di quei rifiuti, sia come ente di prossimità ex Testo Unico sull’Ambiente, sia perché essendo il Pac un parco di proprietà comunale ricade nelle sue specifiche responsabilità, non ha dato nessuna risposta, confermando la scarsa capacità di questa consiliatura di dare risposte fattive e soluzioni concrete alle problematiche del PAC.

Per questo il Comitato ha deciso di adire alle vie legali, chiedendo alla Procura della Repubblica di intraprendere una accurata indagine che verifichi l’eventuale danno ambientale e le responsabilità, per avviare così il successivo processo di bonifica del sito, senza il quale sarà impossibile arrivare al completamento del Parco.

Continueremo a monitorare e fare pressione perché il PAC venga finalmente reso ai cittadini come risorsa verde di valore archeologico, ambientale, naturalistico e per la salute pubblica, ma al tempo stesso oggi abbiamo amaramente concluso che questa Consiliatura non ha saputo gestire adeguatamente nessuna delle problematicità che affligge il PAC.


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