Riflessione sul meretricio stradale di viale Togliatti

Sandro Alquati - 1 Agosto 2021

Da Sandro Alquati ex Prof. della Scuola S. Benedetto in via dei Sesami, ecco una seria riflessione sul meretricio stradale di viale Togliatti.

Se dopo il tramonto si percorre il viale Palmiro Togliatti, nel tratto tra la via Prenestina e la Casilina, si potranno osservare decine di giovani donne, poco più che ragazzine, che mostrano i loro sederi quasi nudi, i glutei sono separati da una sottile striscia di stoffa appena più larga sul davanti, posizionate davanti a portoni, sotto finestre e balconi, incrociate continuamente dai passanti. Le ragazze si muovono provocatoriamente agitando natiche e seni, offrendo uno spettacolo triste e osceno. È triste perché falso, cioè insincero e quindi non bello; è osceno perché sguaiato, sicuramente privo, volendo rimanere in tema, di alcun erotismo.
Sembrerebbe che la cosa non riguardi altri che queste prostitute e i loro clienti e che le altre persone non debbano fare altro che sopportare questa vista, come viene sopportata la puzza che proviene dai cassonetti dell’immondizia. Ma non è così. Queste prostitute mi fanno ricordare quei poveri giullari, magari incatenati al collo, che suscitavano con le loro performance il divertimento dei loro padroni. Sono schiave, lo sono sotto i nostri occhi, tutti i giorni. In molte città ci sono diverse strade come questa, strade dove vivono persone che ostentano le loro etiche, ognuna migliore delle altre. Ci vivono credenti, osservanti e quelli distratti, i comunisti più o meno rivoluzionari, i giovani e le giovani che frequentano i centri sociali, le femministe radicali e la categoria più illuminata, i radical chic, e nessuno fa niente. Non fa niente neanche la polizia municipale, quella statale, i carabinieri.
Queste giovani, che fino a pochissimo tempo fa giocavano ancora con le bambole – e magari qualcuna lo fa ancora, in segreto, nel buio del suo dolore – vengono portate al tramonto e, a fine notte, riportate chissà dove da uomini molto cattivi, forse però solo più determinati di tutti quelli che assistono a questo spettacolo.
Mi piacerebbe che quelli che organizzano le processioni, insieme a quelli che organizzano le proteste per il salario, per la casa, per l’ambiente, per la canna libera, per la famiglia, contro i green pass, quelli di forza Roma e forza Lazio e pure, perché no, quelli di forza Italia, promuovessero passeggiate civili per rendere impossibile su questa via, ma anche su quelle future, questo orrendo crimine del meretricio delle ragazzine: sono schiave, niente altro che schiave.

Sandro Alquati

Serenella

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  1. Professore, non so’ se lo puo’ ricordare, mio papa’ era custode della sms san benedetto, Mario, parlo di 30 anni fa’, non ricordo la stessa situazione. Un vero dolore per quelle ragazze sfruttate e maltrattate, ma basterebbe prendere targa dei….pedofili, vista l’eta’ delle bambine, avvertire le famiglie e finirebbe la via crucis, con stima, buona serata!

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